
Stiamo assistendo a quello che può definirsi : negazione del principio fondante della democrazia - la sovranità popolare - , chiacchiere su chiacchiere per rappezzare i cocci dell’Unione, tentare il colpo gobbo di tenerli ancora sullo scranno sino che maturino prebende e vitalizi. Di trovare una vera soluzione no ! governicchi di comodo tanto per allungare il brodo, di sciogliere le Camere non se ne parla, viene quasi il dubbio di una volontà masochista di farsi del male da soli. Nelle varie dichiarazioni, si legge un campionario dissonante come lo sono stati in questi due anni, vedi : l'Italia dei Valori il portavoce nazionale, Leoluca Orlando, afferma che «piuttosto che logorare ancora credibilità e tenuta democratica è meglio andare subito al voto» ; mentre l'Udeur dice che «non è stata fatta alcuna scelta in merito alla nostra collocazione futura», mentre il leader dei radicali Marco Pannella come suo solito vezzo «Urlando "al voto al voto" si minchiona l'Italia». Già questo la dice lunga, ma a quanto pare non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, nascondersi dietro il dito dicendo che la situazione è complessa e difficile per la forte frammentazione partitica, abbiamo scoperto l’acqua calda !. Ma quello che è più ridicolo di tutta la storia, sono le contraddizioni dell’Unione, quando il Prodi dichiarava : «Se i miei mi fanno cadere, di nuovo al voto» ; ed il coro lo stesso ritornello da Massimo D’Alema a Piero Fassino, da Francesco Rutelli a Giovanni Russo Spena: «Se cade Prodi si vota subito» , per poi non dire quella di Arturo Parisi: «L’unica alternativa al centrosinistra è il centrosinistra. Se cade il governo Prodi, l’impegno è tornare alle urne» ; ma la chicca è del Rutelli: «Restare in carica sarebbe da irresponsabili ». Adesso, come hanno sempre fatto da bravi ondivaghi, il contrario « Tornare alle urne ora è da irresponsabili ». Strano…. chissà perché.
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