Adesso per votare, hanno pubblicato persino un manuale per far conoscere gli “impresentabili”, ma anche conoscendoli non è che si può fare più di tanto ; i vari leader li hanno messi nelle liste prendendo bellamente in giro gli elettori. Conoscere questi personaggi, non fa altro che confermare l’arroganza della -casta-, la protervia del suo potere sopra ogni valore etico, sono passati indenni a tutti i cicloni da mutuopoli, svendopoli, affittopoli, bancopoli ; aumenti di prebende ed assegni per reinserirsi, una avidità mai vista ! Adesso vanno bussando a destra e manca per ottenere consensi, come imbonitori vanno per le piazze a raccontare il loro libro dei sogni, garantendo mirabilia se avranno lo scranno, per loro ed i loro sodali. E non solo, si sono fatti anche il loro angolino nella rete, con il loro blog personale per far conoscere il loro programma e farsi pubblicità, dimenticando che prendere in giro i blogger è dura, raccontare gabole durano lo spazio di un amen ; vengono riprese ampliate ed enfatizzate -sputtanando- l’incauto. Queste liste, sono la ribollita di una casta che non vuol perdere i propri privilegi, non presenta argomenti convincenti all’antipolitica che sta radicalizzandosi, una sorta di menefreghismo perché certa che comunque vada otterranno quello che vogliono. Del voto utile o meno, allo stato di cose e solamente inutile, ma attenzione non andare a votare o votare scheda bianca, si fa il loro gioco ! Bisogna andare a votare, invece della crocetta due righe : “Parlamento pulito grazie, vogliamo scegliere noi i nostri rappresentanti”.

Scritto da @ 12:07 - domenica, 30 marzo 2008
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In altri paesi del “globo terracqueo”, ci sarebbe una sommossa con barricate, guerre tipo banlieue parigine, più prosaicamente pernacchie alla De Filippo, invece il silenzio “dei pecoroni” ; et aggiungasi lo silenzio silente ! quello dei vari masanielli che s’accontentano di dire “basta” oppure quella dei soliti giornalisti al rimestare la solita –ribollita del Cavaliere-. Nessuno promuove un azione ! qualunque essa sia ma un azione popolare di disaccordo o malcontento, l’abbrutimento del gregge che al fischio si raggruppa. Ormai ne sappiamo abbastanza della casta, i cosa sia capace d’arraffare a quattro mani, con la giustificazione d’esser in legge giustappunto da essi create in perfetto stile “inciucesco” , ma non solo loro ! la pletora s’amplia a dismisura, basta leggere : LA SUPERCASTA DELLO SPRECO – BERNARDO IOVENE (“REPORT”) SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8 MILIARDI – FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO L’ASSISTENTE AL NERO – IL TRUCCO DEL RIMBORSEGGIO… Attenzione non di Famiglia Cristiana ma addirittura di Fabrizio d'Esposito per “Il Riformista” ! Una passeggiata nella “Sprecopoli di Stato”, o meglio dove la -casta- s’impingua di prebende a quattro mani senza che qualcuno alzi un velato sospiro di disprezzo. Ergo, pensare che a queste “elezioni farsa”, lo spirito italico si sollevi, ci vorrebbe un decreto del Ministero della Salute di dare in omaggio una pillolina blu prima del voto ! E forse manco basta ! Unico fronte, esiguo ed inerme, ma almeno una “VOCE” nel silenzio della pavidità, noi blogger !.

Scritto da @ 17:25 - venerdì, 28 marzo 2008
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In altri paesi del “globo terracqueo”, ci sarebbe una sommossa con barricate, guerre tipo banlieue parigine, più prosaicamente pernacchie alla De Filippo, invece il silenzio “dei pecoroni” ; et aggiungasi lo silenzio silente ! quello dei vari masanielli che s’accontentano di dire “basta” oppure quella dei soliti giornalisti al rimestare la solita –ribollita del Cavaliere-. Nessuno promuove un azione ! qualunque essa sia ma un azione popolare di disaccordo o malcontento, l’abbrutimento del gregge che al fischio si raggruppa. Ormai ne sappiamo abbastanza della casta, i cosa sia capace d’arraffare a quattro mani, con la giustificazione d’esser in legge giustappunto da essi create in perfetto stile “inciucesco” , ma non solo loro ! la pletora s’amplia a dismisura, basta leggere : LA SUPERCASTA DELLO SPRECO – BERNARDO IOVENE (“REPORT”) SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8 MILIARDI – FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO L’ASSISTENTE AL NERO – IL TRUCCO DEL RIMBORSEGGIO… Attenzione non di Famiglia Cristiana ma addirittura di Fabrizio d'Esposito per “Il Riformista” ! Una passeggiata nella “Sprecopoli di Stato”, o meglio dove la -casta- s’impingua di prebende a quattro mani senza che qualcuno alzi un velato sospiro di disprezzo. Ergo, pensare che a queste “elezioni farsa”, lo spirito italico si sollevi, ci vorrebbe un decreto del Ministero della Salute di dare in omaggio una pillolina blu prima del voto ! E forse manco basta ! Unico fronte, esiguo ed inerme, ma almeno una “VOCE” nel silenzio della pavidità, noi blogger !.

Scritto da @ 16:43 - venerdì, 28 marzo 2008
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E’ stato fatto un referendum per ridurre i parassiti della casta, ma è rimasto nel cassetto in attesa di tempi migliori, alla caduta del governo della -disunione-, si poteva dare mano alla riforma elettorale ; ma non era nelle loro intenzioni, il “porcellum” faceva comodo a tutti. Leggere i vari progetti di riforma elettorale, oltre che far sorridere per i bizantismi, è uno sterile pannicello caldo a dare “ fumus” e lasciare il tutto più o meno nelle paritetiche condizioni. Tant’è che si sono trasformati in tanti agglomerati, per accasare i vari cespuglietti, accontentando tutti ; anche i bastian contrari che se la corrono da soli sanno che qualcosa avranno, sono cambiate le formazioni ma le facce dei burattinai che tirano le fila sono le stesse. A questo punto, da più parti s’è levato il movimento antipolitico di totale disaffezione a questo andazzo, ma il risultato ? delle belle scampagnate con spettacolo, che non hanno fatto nemmeno alzar un ciglio alla casta, qualche commento ma niente di più. All’insipienza delle istituzioni, al continuo scoprire di quanto siano avidi ed arroganti, non vi alcuna difesa possibile ; nemmeno la casta dei sindacati a mosso un dito essendone partecipe e coinvolta, resta solo la disobbedienza civile di –NON VOTARLI-, non esiste voto utile o disutile, esiste solo l’arma di andare a votare scrivendo sulla scheda elettorale . “ andatevene ! cambiate mestiere “. Guai a lasciarla in bianco ne tantomeno non andare a votare, in entrambi i casi si fa il gioco della casta, non sono pochi i casi di brogli ed inciuci sulle schede ; già se ne legge qualcosa con paccate di schede in più chissà a che dovevano servire… Oserei pensare che sia una strada percorribile anche se di dubbio risultato, la disobbedienza civile del popolo italico può ed ha solo questo mezzo per difendersi all’arroganza di “ Politica SPA” ; anche se ho i miei fondati dubbi che non ci siano grandi stimoli reattivi da parte degli elettori, ormai è uno scoramento nazionale. Portare avanti un progetto di disobbedienza civile nei confronti di chi : non eletto e né scelto per volontà popolare, ma solo per meriti di casta e di lobby ha ottenuto la sua poltrona e profumata prebenda, mi sembra giusto ma poco realizzabile. Non solo, ma poco sostenuto ed accentuato, solo nel mondo dei blog trova spazio e ridondanza, come un sasso nello stagno i cerchi della presa di coscienza si stanno allargando, e la convinzione dell’inutilità di questa classe politica e del voto, nell’apoteosi del qualunquismo userei la battuta di Sciascia : “ Ommeni, mezz’ommeni e quaquaraqua “ di quest’ultimi ne abbiamo un vasto campionario. l’Italia non può essere imbarbarita da questi rappresentanti di “Politica SPA “ .

 

Scritto da @ 15:27 - giovedì, 27 marzo 2008
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Questa campagna elettorale sta diventando un teatro di guitteria, sembra un mercato dove ognuno offre qualcosa di speciale, la fiera delle mirabilia ; la soluzione ad ogni malanno italico. Ieri a Ballarò, è stata l’apoteosi, vedere come sia possibile l’accanimento di difendere non tanto un idea quanto la possibilità dello scranno, davanti ai vari servizi proposti alle domande precise, solo vacuità pre-elettorali, addirittura citare articoli poi smentiti, cifre iperboliche di una gestione statale alla tassa e spendi di prodiana memoria. I personaggi della -casta-, d’entrambi i due maggiori schieramenti, a dipingersi come nuova generazione politica dietro il mascherando con quattro gatti di nuovo ; l’assurdità di voler ancora far credere che qualcosa cambi, mentre è un dato di fatto che i capitani del vapore sono sempre gli stessi. Il ritornello del -voto utile-, è solo un refrain al quale nessuno crede più di tanto, si sa perfettamente che sono elezioni artefatte, la sola partecipazione , o meglio presa in giro, per gli elettori è di mettere la crocetta sulla lista ; poi loro faranno il resto e si spartiranno equamente le poltrone e prebende, continuando la saga della casta. Cercare in quei rappresentanti, la figura del vero politico, è come cercare l’ago nel pagliaio ; la composizione delle liste è stata l’espressione del mercimonio per non scomparire, non solo ma anche la pretesa d’avere come prezzo la scelta della poltrona ; un discendere nello squallore. I vari Masanielli dell’antipolitica, tacciono, lanciano qualche strale dai loro blog o dalle partecipazioni televisive ; ma di concreto per far sapere chi sono quelli delle liste, salvo qualche nome eccellente per il resto tacciono, l’unica incontrovertibile certezza che in nessun schieramento c’è quello che l’elettore ha chiesto : un Parlamento pulito.

Scritto da @ 17:19 - mercoledì, 26 marzo 2008
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I temi sarebbero tanti, da quello che sta imperando giorno dopo giorno della ”Veltrusconeide”, ai fatti quotidiani di questa povera Italietta bistrattata da una manica d’incapaci, rappresentata da guitti della politica ; ai vari temi internazionali nei quali siamo coinvolti e ne facciamo parte integrante con il nostro modo di fare bizantiniano. Ci stiamo avvicinando a queste elezioni, senza averne capito molto, se non che la -grande coalizione- era già un precotto politico, con i vari cespuglietti accontentati dei loro scranni e prebende, tanto andarci o non andarci non cambia assolutamente nulla ; hanno già tutto deciso loro. Non solo già si fanno le ipotesi di chi sarà già ministro, o meglio già qualcuno si sente già ministro in pectore, se lo nominano cambierà la bilancia con un paio di manette tintinnanti, suo antico sport prepolitico. Ma gli altri non sono da meno, già tutti intorno al tavolo da una parte o l’altra, per avere il giusto guiderdone alle loro aspettative, ogni alleanza va retribuita ! “aggratis” non fanno nulla, manco il buongiorno. E poi la saga della povera -Alitalia-, svenduta allo straniero per un piatto di ceci, dopo le boutade dei diversi governi incapaci di difendere la nostra italianieità come impresa e come compagnia di bandiera, non per ultimo i posti di lavoro (anche se eccessivi) e la loro professionalità riconosciuta in tutto il mondo. Il balletto della casta dei sindacati, che solo adesso s’accorge d’aver troppo tirato la corda, e che non c’è altro da mungere ma salvare la baracca, adesso fanno i salvatori della patria, ma con le pezze. Poi fuori l’uscio di casa, quello che dovrebbe essere un nostro fiore all’occhiello : la politica internazionale, ridotta ad un misero barcamenarsi tra interessi e diritti umani, fare il doppio e triplo gioco alla levantina per salvare capra e cavoli ; senza avere una nostra vera connotazione, o meglio evitando di perdere interessi economici a discapito di una credibilità, che forse non abbiamo mai avuto.

Scritto da @ 18:26 - martedì, 25 marzo 2008
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I miei più cari auguri di



Scritto da @ 18:59 - venerdì, 21 marzo 2008
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Dal lontano Cile il nostro Presidente della Repubblica ha dichiarato : «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni»” Il problema è capire e scoprire chi fa politica, al momento si ha solo la certezza che i signori della –casta- non sono proprio fannulloni, hanno il grande impegno di salvaguardare i loro privilegi, le loro prebende e quant’altro che al comune mortale non gli è dato che solo da sognare. Basta leggersi le prime tre puntate di Roberto POLETTI e Andrea SCAGLIA, relative a : “Che pacchia la mia vita da onorevole ” ; e ci si da un idea di che cosa sia -la casta-, altro che fannulloni sono la classe parassitaria delle risorse sociali, che con protervia difende solo i suoi interessi. Poi, sempre il nostro presidente della Repubblica, ha detto : «Il voto non è mai inutile ciascunodà il voto, secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine, o più importante ai fini del rinnovamento politico del Paese». A quanto pare deve essergli sfuggito, che all’elettore può solo bovinamente mettere la crocetta, su quelli che sono stai prescelti e nominati, non scelti e votati dall’elettore ; i vari agglomerati partitici si sono fatte le loro liste e propinate al popolo ciuco, ammannendole di proclami e progetti che al più delle volte sono disattesi; vedi il giallin programma di 216 pagine dell’Unione, buono per farci i coriandoli. La disaffezione nei confronti dei rappresentanti della casta, è da imputarla solo a loro stessi, ed oggi fare antipolitica non può essere tacciata di qualunquismo, perché è l’unica espressione libera rimasta all’elettore.

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Buona lettura

Scritto da @ 16:26 - giovedì, 20 marzo 2008
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ALDO E DURO: PER LA PRIMA VOLTA IN VITA MIA, STAVOLTA NON VADO A VOTARE; MI SI DICE CHE COSÌ DO IL VOTO ALLA DESTRA SENZA PERÒ SPECIFICARE A QUALE DELLE DUE “COSA CAMBIEREBBE IN ITALIA, SE INVECE DI RATZINGER CI FOSSE PLATINETTE? NIENTE”
Aldo Busi per Dagospia 16.3.2008 Montichiari
Molto alla svelta: a) lo lascio per ultimo, e comunque, secondo me, si stava già peggio quando si stava meglio; b) per la prima volta in vita mia, stavolta non vado a votare; mi si dice che così do il voto alla destra senza però specificare a quale delle due; ha ragione Berlusconi, i voti dati al di fuori dei due schieramenti principali, sono voti dispersi; è incredibile il numero di cittadini, soprattutto giovani che votano per la prima volta, che mi chiedono un’indicazione per l’urna, io rispondo: non si vota Sinistra Arcobaleno, non si vota Rosa Bianca, non si vota Casini, no e poi no, poi fate voi; si poteva votare Boselli prima che cercasse di imbarcare Mastella, adesso non si vota più nemmeno lui; c) non so quali altri candidati ci siano, ma il voto a Rutelli sindaco di Roma no: semmai proprio, lo si dia direttamente all’onorevole onorario Ruini; d) “... un sistema che non sa disfarsi della sua ‘spazzatura politica’ (che non dovrebbe mai essere considerata riciclabile), non sa disfarsi neanche dei suoi rifiuti materiali”, Maurizio Fumo, Critica Liberale, Dic. 2007; e) la vera casta intoccabile è quella dei giudici, intoccabile non si capisce perché, non riesce neanche più a trovare i colpevoli - o a condannarli davvero – di delitti “passionali”, determinati dalla subultura machista (Garlasco, Gravina, Perugia ecc.), cioè non strettamente legati al lucro, alla frode, all’avidità economica, al pizzo; sarei per decurtargli almeno lo stipendio e la pensione, costano troppo per l’inguaiato troppo poco che combinano; politicizzata com’è, la magistratura a punire i reati finanziari e a far restituire il maltolto, qualche manfrina a parte, nemmeno ci pensa, è un refrain nazionale: un paio d’anni solo per istruire un processo di primo grado per bancarotta fraudolenta, otto anni per scrivere una sentenza di mafia... Non credete ai dati ufficiali sui delitti e le pene: diminuiscono solo perché quasi più nessuno sporge denuncia del torto patito, a chi tocca, tocca, e chi la fa la rifà; i giudici sono uomini come tutti gli altri che in Italia, come si sa, sono preti come tutti gli altri: incapaci di pervenire a un giudizio terzo, emanano giudizi secondo Tizio, Caio e Sempronio e secondo l’avvocato che Sempronio, Caio e Tizio possono permettersi e per quanto tempo; io sono stato parecchie volte in tribunale, sempre per delitti culturali, diciamo ideologici, e posso dire che il codice prevalente di riferimento dei giudici non era né il civile né il penale ma quello del catechismo (quindi venivo condannato, in Cassazione e magari dopo due gradi di giudizio a mio favore, soprattutto quando l’offeso mi permettevo addirittura di essere io, visto che idee osavo professare pubblicamente e visto che se poi uno capisce fica per mica è colpa mia); f) proprio adesso che se ne sentiva tanto il bisogno qui, l’Italia ha messo le mani in avanti e ha tolto la pena di morte altrove: chi fa affari con la politica e con i soldi dei contribuenti dovrebbe essere decapitato sulla pubblica piazza; non c’è spargimento di sangue se viene ghigliottinato uno stronzo istituzionale; intendiamoci, non che la morte sia una punizione sufficiente, perché niente è umiliante come il continuare a vivere, però, intanto, faute de mieux...; g) cosa cambierebbe, da un punto di vista della sudditanza del parlamento italiano nei confronti del Vaticano, se invece di Ratzinger ci fosse Platinette? Niente, mozzette e mossette a parte; il Vaticano in qualche modo e moda evolve, il parlamento italiano no, è roba davvero morta, come il giornalismo nostrano, al massimo arriva al vintage; la Binetti non è una donna con la gonna, è un sistema di tonache nere in abiti civili: nessun mutatis mutandis in vista nemmeno per i prossimi cinque (quattro, tre, due, uno) anni, sia che vinca, sia che perda; gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura”? A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.… e baci. PS - (divieto di pubblicazione su carta, Busi a titolo gratuito per Dagospia e ogni altro sito svelto di mano; l’accordo con Dagospia è che resti accessibile senza pagamento per 3 giorni dalla data di pubbl.)

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Buona lettura

Scritto da @ 19:16 - mercoledì, 19 marzo 2008
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A quanto pare, la luce sulla strada delle elezioni, ha folgorato il buon –UOLTER- che ha esternato, audite audite : «Non possiamo più stare in un paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'Europa. Dobbiamo unificare le retribuzioni dei parlamentari agli altri paesi europei». L’italia tutta è sobbalzata, non può esser vero, forse la notizia è errata o mal riportata, invece a Novara durante il comizio nella seconda tappa piemontese del suo viaggio elettorale. «Non dico questo perché sono tentato di indulgere nell'antipolitica, ma perché la politica deve recuperare sobrietà ed efficienza». Lo sconcerto ha raggiunto i livelli massimi, nessuno al mondo s’aspettava questo proclama, a l’intero schieramento sono tremati i polsi davanti a questa prospettiva, il Pdl spiazzato a solo farfugliato il suo compiacimento ed accordo, come prassi vuole in queste occasioni. Però adesso –lo problema- si fa grave, di solito i parlamentari retrocedono il giusto obolo al partito, quindi anche per loro una riduzione, figuriamoci quelli della “cosa rossa” che vogliono il 55% delle prebende, una perdita immane, chiederanno per forza un aiutino ai sussidi sociali della Casa del Popolo. Per poi non parlare dei -cespuglietti-, dovranno chiedere la cassa integrazione per parlamentari indigenti, vivere con uno stipendio normale manco il portaborse potranno permettersi, immaginate se dovessero pagarsi pure il resto, una vera tragedia. Che non si farebbe o direbbe pur d’accattarsi un votarello per lo scranno, resta sempre il fatto della famosa credibilità d’intenti e di persone, vero che il paese ha bisogno di crescere e per farlo deve essere unito, ma come collante ad oggi non è proprio il massimo.

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Scritto da @ 10:21 - martedì, 18 marzo 2008
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