Ormai siamo ad un avvento epocale, salvo qualche sparuto manipolo sparso in Italia, gli elettori hanno dato fiducia al Pdl ed i suoi rappresentanti, sino ad arrivare a conquistare il comune di Roma, “Ciccio bello” con il suo apparire da –piacione- non ha convinto i romani ; l’aver sempre consacrato la Capitale a manifestazioni variegate scordandosi delle periferie ha fatto pagar pegno. Quando c’è un sistema dominante ed autoreferenziale, alla lunga stanca, ai gravi problemi della Capitale sotto gli occhi di tutti e dagli stessi denunciati, non si poteva rispondere solo con feste e luminarie, e questo ha fatto naufragare i sogni utopici di chi si era scordato degli elettori. Il risultato di questa svolta si può racchiudere in un unico punto : la voglia di cambiare ; quello di cui sono state capaci le amministrazioni d’egida sinistrorsa è apparso in tutta la sua chiarezza dai fatti della Campania in poi, adesso si vuole girare pagina, quella sarà la grande scommessa del Pdl. Questa XVI legislatura, ha tutti i mezzi per fare le grandi riforme, azzoppate costantemente dai bastian contrari, ma deve stare molto attenta a non fare solo i suoi interessi e quelli dei suoi sodali ; potrebbe dare un forte segnala di “Parlamento Pulito” sospendendo quanti abbiamo problematiche giudiziali in corso (vedi inquisiti), ma ancor meglio chi abbia condanne passate in giudicato incompatibili con la carica che ricoprono. Questo primo passo, permetterebbe agli elettori di avere maggior fiducia nelle istituzioni, di rivedere con minor sospetto -la casta- se la stessa dimostri di non essere solo protesa a scranno e prebende, si smorzerebbero i toni dell’antipolitica davanti a queste novità eclatanti. Vediamo se queste utopie si realizzeranno, anche perché nel mondo dei blogger, questi punti saranno il ritornello costante…, occhio a sottovalutare la rete.




Il nostro forum..

Scritto da @ 15:36 - mercoledì, 30 aprile 2008
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Cavallo di battaglia del Pdl, tra le tante cose promesse, la riduzione in primis della spesa pubblica partendo dalla drastica sfoltita dei ministeri con e senza portafoglio ; a seguire tutta la pletora che si portano dietro dai segretari, sottosegretari, portaborse ect. Ma già nubi procellose s’approcciano sul Colle, alla prima visita fatta al Quirinale, un tiepido tentativo dell'eventualità di «spacchettare » alcuni ministeri con portafoglio, superando così la fatidica soglia di dodici, per fare contenti tutti gli alleati. E qui già casca l’asino, il Presidente Napolitano è stato fermo e deciso nel bocciare questo tentativo, ma lasciando la porta aperta sui ministeri senza portafoglio, altro scivolone ! se vogliamo ridurre la spesa pubblica è dalla –casta- che si deve iniziare. Già è stato battuto il primato del Governo di Andreotti del '91, da parte del Professore creando ben 102 posti di governo, adesso che vuol fare vuole surclassarlo ? E’ già sulla strada giusta, se ad ogni tirata di giacca promette una poltrona, ne vedremo delle belle, quello che tanto di declamava nei comizi, stile tribuno della plebe, era di avere solo 12 Ministeri e massimo a 60 unità tra ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari. Ma a quanto pare tra il dire ed il fare c’è di mezzo da spartire “poltrone e prebende”, già la parte del leone l’ha fatta la Lega, che ha saputo scegliere i ministeri non sulla base delle aspirazioni personali ma del progetto politico ; se questo è l’inizio del Pdl dovremo ben dire che il peggio non è mai morto.

Scritto da @ 10:08 - sabato, 26 aprile 2008
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Iniziamo la grande avventura……

Scritto da @ 10:59 - venerdì, 25 aprile 2008
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Vari articoli sono usciti che fanno riflettere di come –la casta- se ne fotta degli elettori, riportandone uno su tanti (Dagospia) : “Ora passa all’incasso tutta la schiera di ex parlamentari che, per essere entrati nel Palazzo, hanno diritto a pensioni e liquidazioni d’oro. Un’inchiesta di Panorama, oggi in edicola, fa le pulci ai prossimi ex membri della «casta»: deputati e senatori non rieletti che tuttavia hanno diritto a buonuscite di tutto rispetto. Tutta colpa di una vecchia norma degli anni Ottanta. Con 20 anni di contributi, a prescindere dall’età dell’onorevole, il Parlamento scuce. Per tutta la vita. Basta essere stati eletti prima del 2001. Ed ecco cosa viene fuori: ci sono i baby pensionati, quelli cioè che all’anagrafe hanno 50 anni o meno ma ne hanno molti di contribuzione (chi non arriva a venti può sempre riscattare i contributi mancanti ndr). Alfonso Pecoraro Scanio, 49 anni, 5 legislature alle spalle, si porterà a casa 8.836 euro lordi al mese. Interpellato, ha ammesso che «sì, è un privilegio ma lo utilizzerò anche per sostenere il volontariato ambientale». Antonio Martusciello (Fi), di anni ne ha 46, di cui 14 passati in Parlamento. Potrebbe riscattare i restanti per arrivare a 20 e portarsi a casa per tutta la vita 7.959 euro lordi al mese. Pietro Folena, Prc, di anni di contributi ne ha 25: per lui sono garantiti 8.836 euro al mese. E ancora, tutti sotto i 60 anni di età, avranno il vitalizio di 7.959 euro lordi al mese, tra gli altri, Enrico Boselli (Psi), Oliviero Diliberto (Pdci), Ramon Mantovani (Prc) Maurizio Ronconi (Udc), Enrico Nan (Forza Italia), Fulvia Bandoli (Sd). Un po’ meno (6.203 euro) prenderanno Tana de Zulueta (verdi), Salvatore Buglio (Rnp), Gloria Buffo (Sd). Poi ci sono quelli con la mega liquidazione, che hanno 30 anni di contributi versati e/o riscattabili. Per loro 9.363 euro lordi al mese. Si tratta di Ciriaco De Mita (Rosa bianca), Gerardo Bianco (ex Margherita), Paolo Cirino Pomicino (Dc), Sergio Mattarella (Pd), Vincenzo Visco (Pd), Luciano Violante (Pd) e Valdo Spini (Psi). Il Senato staccherà un assegno di 9.604 euro per Armando Cossutta (Pdci), Egidio Sterpa (Fi), Alfredo Biondi (Fi), Clemente Mastella (Udeur), Willer Bordon (Consumatori) e Edo Ronchi (Pd). Ma non è finita qui. C’è infatti anche una sorta di trattamento di fine rapporto, che il Senato chiama «assegni di solidarietà». Il tfr di Palazzo Madama e Montecitorio è pari all’80% dello stipendio, moltiplicato per gli anni effettivi di mandato. Una bella sberla, quindi, liquidare Armando Cossutta (Pdci) che si porta a casa 345.744 euro, Clemente Mastella (307.328 euro), Alfredo Biondi (278.516 euro), Angelo Sanza (337.068), Luciano Violante (271.527), Sergio Mattarella e Vincenzo Visco (234.075). Una montagna di denaro, insomma. Il Senato ha già messo da parte 8 milioni di euro per saldare gli onorevoli. Soldi loro, certo. Ma se in vent’anni un deputato sborsa 241.561 euro e l’aspettativa media di vita è di 78,6 anni, un neopensionato di 50 anni incasserà il vitalizio per 28 anni e mezzo. Gravando sulle casse dello Stato per oltre 2 miliardi di euro. Cesare Salvi (Sd), alfiere della lotta contro i costi della politica, giura: «Mi sono battuto come un leone per modificare queste norme ma ho constatato un deficit culturale della sinistra su questi temi». E in effetti la riforma del 2007 annulla il riscatto dei contributi; il vitalizio si calcolerà sugli anni effettivi di mandato e le aliquote partiranno dal 20% per una legislatura al 60% per 15 anni e oltre.” Dopo averlo letto non sentite un certo giramento di zebedei…..

Scritto da @ 09:40 - venerdì, 25 aprile 2008
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S’avvicina un’altra adunata oceanica grillesca, per il 25 Aprile su tutto il suolo italico, per raccogliere firme per i tre referendum promossi da Beppe Grillo ; sui temi del finanziamento dell’editoria, l’albo dei giornalisti e la legge Gasparri. Il tam tam della rete è incessante, dai “comunicati politici del nostro –masanielgrillesco- , alla dichiarazione dal blog del Di Pietro : “25 aprile: per una nuova Liberazione”, per approdare ai travagliati post antiberlusconiani del Travaglio. Di fondo l’azione è buona, ma menarla sempre sui soliti refrain perde di consistenza, il fatto di avere una libera informazione e togliere sic et simpliciter i finanziamenti all’editoria, è fattibile solo in uno stato di dittatura sudamericana o africana, figuriamoci se la casta e la lobby degli editori mollano l’osso perché si è fatto un referendum, come credere alla befana. Al massimo qualche ritocchino alle prebende, un maggiore spazio all’informazione per la difesa della legalità, trasparenza, ed ovviamente l’indipendenza e pluralità dell’informazione ; sempre che gli editori lo lascino fare. Quanto l’albo dei giornalisti, è decisamente anacronistico, un vecchio orpello delle leggi mussoliniane, ma che la casta dei giornalisti se lo tiene ben stretto, forse chissà potrebbe anche darsi. Per la legge Gasparri, visto che la Corte di Giustizia Europea ha già condannato l’Italia sulla legge che si è fatto per l’assegnazione delle frequenze televisive, e la Corte Costituzionale ha ribadito che questa legge è incostituzionale ; basterebbe far applicare la legge o ci serve un referendum per farlo ? Ormai sta diventando populismo spicciolo, sarebbe meglio affrontare un problema alla volta e portare delle soluzioni anche per iniziativa popolare, ma non solo fine a se stesse, bensì con un prosieguo esempio : sciopero dall’acquisto dei quotidiani per almeno un mese…. E salveremmo tanti alberi !

Scritto da @ 09:59 - giovedì, 24 aprile 2008
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Dopo i noti fatti di violenza che imperversano in Italia, era ovvio che si scatenassero le diatribe tra i vari schieramenti nel prospettare soluzioni, che da anni non arrivano, sintomatica una nota dell’AGI news on dell’uscente Ministro dell’Interno Amato : “Se dovessi esprimere la mia soddisfazione per come questo Parlamento ha affrontato il problema della sicurezza, esprimerei un sentimento che non provo. Non ho alcuna soddisfazione da esprimere". Così il ministro dell'Interno Giuliano Amato, non senza una punta di amarezza, commenta l'attività del Parlamento in materia di sicurezza e auspica che la prossima legislatura duri cinque anni in maniera tale da avere tempo per realizzare alcune leggi fondamentali come quella che riguarda le persone scomparse.” In effetti, in quella manciata di venti mesi la compagine della dis-Unione, non ha certo brillato in materia di sicurezza, adottando provvedimenti raffazzonati e non certo solutivi al problema ; i massimalisti invece si sono dati da fare ad osteggiare ogni intervento per dare regole ferree al problema immigrazione. All’annuncio di una proposta del Maroni, di istituire delle “ronde cittadine”, che già sono operative con buoni risultati in altre città, il solito “che c’azzecca” a far da bastian contrario dichiarando : « È incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa sostituire alle istituzioni pubbliche ». Non credo che in Italia ci sia la volontà di creare dei –vigilantes- stile western, che girano per la città per la tutela dei cittadini, armati di tutto punto pronti ad impiumare o fare un processo sommario ; ma bensì con la loro presenza un opera di prevenzione e dissuasione. All’opera delle forze dell’ordine istituzionali, affiancare dai vari comuni un supporto mirato e con regole ben definite, dare un livello più alto a quella sicurezza che ormai latita dal sud al nord ; ma sarà solo questo il rimedio, ci vorrà una magistratura ben più solerte ed una certezza della pena senza falsi pietismi o sconti di sorta. Abbiamo già visto esempi eclatanti di assassini, in villeggiatura a scontare gli arresti domiciliari ; con il loro press-agent a far foto, articoli addirittura una linea di moda. Adesso vedremo se la montagna partorirà il topolino della sicurezza, ne ha tutti i mezzi, ma ne avrà la capacità ?.

Scritto da @ 11:18 - mercoledì, 23 aprile 2008
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Adesso è il balletto nel Pdl per accontentare tutti, la grande spartizione ! , al momento non si sa ancora bene chi e dove, ma quello più importante è vedere se manterrà già un punto del programma nel ridurre la pletora governativa. Nella dependance governativa d’Arcore, la prima riunione con la Lega che ha ben giocato il suo peso elettorale, senza patemi ha spuntato Ministeri importanti e di peso, vedi Ministero dell’Interno, Ministero delle Riforme, Ministero delle politiche agricole ; ed anche poltrone importanti come la vicepresidenza del Consiglio. A quanto pare a quelli Carroccio, la - Roma ladrona -, gli stimola appetiti sia in poltrone che incarichi, non fanno tanto gli schizzinosi quando c’è da prendere, ma non credo che s’accontenteranno solo di quello, vedremo lungo il cammino di questa legislatura. Adesso il Cavaliere ha fatto la prima tornata, ma restano in attesa quelli di AN e gli altri partitini della coalizione ; se dovrà accontentarli tutti farà la fine del Professore a spacchettare ministeri. E quello sarà il primo grande errore del Pdl non mantenere la riduzione della spesa pubblica e ridurre quelli della -casta-, l’opposizione non aspetta altro in questo primo banco di prova ; ma ancor più gli elettori che hanno dato fiducia al programma ed avrà la conferma che era un ulteriore libro dei sogni.

Scritto da @ 12:05 - martedì, 22 aprile 2008
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Dopo la buriana post-elezioni, adesso i due schieramenti si guatano per preparare le mosse giuste nei confronti degli elettori, chi comincia a fare la lista dei prossimi ministri chi invece vuol far il “governo ombra” ; al momento tutti stanno a guardare. Intanto il quadro è delineato, alla Camera dopo tanto affollamento solo in tre : Pdl- Lega Nord-Mpa , PD e Idvl, Unione di centro ; visti i numeri l’opposizione può solo stare a guardare. Al Senato situazione paritetica, con l’aggiornamento che adesso i senatori a vita potranno stare tranquilli, non saranno chiamati d’urgenza a votare, potranno finalmente godere il meritato riposo ; mentre gli altri assisteranno alle varie sedute. L’Unione di centro al momento, gode del suo momento d’autonomia, mentre l’Idv scalpita nel PD, in particolare adesso l’Idv ha come sponsor il blog “Voglio scendere” di Travaglio-Gomez-Corrias, che si sperticano in lodi, ricambiati dal blog del buon Di Pietro che appoggia spassionatamente il Masaniel-Grillo italico. Dal blog del Grillo la lista di quanti hanno superato le forche caudine della giustizia ed hanno ottenuto l’immunità parlamentare : “I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti in Parlamento sono settanta” - PDL 45 (proposti 56) - PD 13 (proposti 18) - Lega Nord 7 (proposti 8) - UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9) Quindi quel famoso “Parlamento pulito”, restato lettera morta, fatto la fine ingloriosa come il Boselli o il Bertinotti, ne hai voglia di fare V-day, -la casta- sa bene come difendersi ed imporre con arroganza il potere , non basteranno come l’otto settembre 2007 un milione e mezzo di persone scendere in piazza, ma ci vorranno adunate oceaniche e scioperi ad oltranza, altro che chiacchiere. Ma staremo a vedere adesso siamo alle prime battute.



Scritto da @ 11:22 - venerdì, 18 aprile 2008
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Dopo i convenevoli di turno, vedi telefonate e sorrisini di circostanza, i velabri si sono alzati e le facce ingrigite e livide dalla sconfitta sono apparse in tutta la sua schiettezza ; ovvio il rosicamento (slang romanesco) di chi aveva creduto sino all’ultimo di seppellire l’immarcescibile “Cavaliere”, grazie a pseudo programmi più o meno scopiazzati e fanfaluche pre-elettorali. L’elettore ha fatto una sua scelta di merito, tra il meno peggio scegliere chi si sapeva, il nuovo ha solo dato il peggio di se portando alla estinzione di partiti storici ; non si può certo fare di tutta un erba un fascio, ma si contano sulle dita di una mano quelli che hanno saputo fare qualcosa nell’etica e nella disattesa onestà politica. Di queste elezioni almeno qualcosa di buono c’è stato, una pulizia radicale di una pletora di parassiti della spesa pubblica, un piccolo risparmio perché la –casta- sa bene come difendere i suoi privilegi, ma almeno faremo a meno di vederli circolare nelle aule del potere. Bello l’articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica” (avete letto bene Repubblica …) -Un parlamento senza- una foto impietosa dei guitti della politica, che ieri a Ballarò un “sinistrorso duro e puro” ha ricordato la sobrietà e l’etica del grande Berlinguer, visti quelli di oggi è come mischiare gli stracci con la seta, politici come lui Moro, Almirante ed altri non esistono più. Vi regalo qualche passo esilarante…. “Un paese senza, o per meglio dire: un Parlamento senza. Senza Bertinotti, «teneramente adirato» con chi lo chiamava «Bertynight». Senza il sottile e pallido Boselli, mattatore dei mille e mille tavoli dell´Ulivo. Senza il pelatone Rizzo, reuccio dei talk-show. Senza la coppia degli ex «impresentabili» del 2006, Caruso e Luxuria. L´uno piantò cannabis nel cortiletto dei fumatori di Montecitorio; l´altra pubblicò un bel libro di memorie, fece tanti spettacoli, fu seguita dai fotografi in vacanza a Bali con la sorella e la «portaborsette» Fuxia, ma andò anche a prendersi un po´ di botte a Mosca, per i diritti dei gay di laggiù.” “il ministro Pecoraro Scanio, che una volta ottenuto il premio dicasteriale, nel 2006, secondo la Padania si recò alla Sacra di San Michele per accendere un cero. Vale la pena di chiedersi se e quanto gli giovò quell´atto devozionale. E quell´esercizio del potere così simile, compresi i gravami famigliari, a quello che non molti anni orsono il giovane e trepido Alfonso intendeva fronteggiare. Si dice: la politica ormai si fa così; e passi per il ballo con l´onorevole berlusconiana Ceccacci al Bagaglino. Ma pure Costantino Vitagliano, «il fidanzato d´Italia», Pecoraro andò a chiedere in prestito a Lele Mora per una manifestazione elettorale; e poi dice che gente sceglie Berlusconi, il Messia degli spettacoli politici.” “Mastella resta a casa, o meglio in villa, e vai a sapere se lo consola o meno di aver suscitato, con le sue dimissioni autorevolmente qualificate come «melodrammatiche», un interessante saggio del professor Roberto Cartocci sull´ultimo numero de Il Mulino, dal titolo «La costruzione politica del risentimento».” “Diliberto, per dire, con quel suo sigarone messo pure sul poster, che fa tanto potere, eccone un altro che per esigenze di «visibilità» - la crudele dea della video-politica - per un paio d´anni è stato costretto a distinguersi dai suoi più prossimi competitori elevando i toni, per cui un giorno diceva che sarebbe andato sì al Billionaire, ma «imbastito di tritolo», e un altro giorno, in visita post-sovietica sulla Piazza Rossa, si offriva di prenderla in cura lui, la mummia di Lenin, nel caso i russi avessero voluto disfarsene, e poi sai dove diavolo l´avrebbe appoggiata, la mummia, l´ex ministro Diliberto, magari a Monteverde.” Concludendo, non credo che gli elettori abbiano perso qualcosa, anzi…..



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Scritto da @ 11:00 - giovedì, 17 aprile 2008
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Ovviamente, adesso dal libro dei sogni e/o programma del Pdl, si propaganda tagli alle tasse, niente ICI e chi più me ha più ne metta ; poi si vedono le varie trasmissioni politiche che imperversano mane e sera a raccontarci le varie mirabilia del prossimo governo ; ma nessuno dei politici intervenuti a fatto verbo di cosa –la casta- MUNGA (per non dire ladrocinio autorizzato) dalle casse pubbliche. Chi ha vinto ha una bella torta da dividersi, oltre a quello che arrafferà sino che starà incollato allo scranno, ma quelli che “lo popolo” ha mandato a pascere invitandoli a cercarsi un lavoro, i partiti che non ci sono più, con una solenne “pernacchia” (alla faccia del popolo sovrano) gli stessi incasseranno ancora ogni anno : Socialisti : un milione e 58mila euro all’anno sino alle prossime elezioni regionali, un milione e 42mila sino alle Europee dell’anno prossimo, 650mila euro all’anno sino al 2011. Udeur : un milione e 102mila sino alle regionali, 657mila sino alle Europee, 716mila sino al 2011. La Destra : 336mila euro sino alle regionali, più due milioni di euro all’anno sino al 2013. Sinistra democratica : 510mila euro sino al 2013. E poiché è improbabile che Veltroni e D’Alema abbiano riconosciuto a Mussi crediti pregressi, trattasi della formazione più disperata. Rifondazione : due milioni e mezzo sino alle regionali, più 3 milioni e 91mila sino alle Europee, sei milioni e 800mila sino al 2011, un milione e 350mila sino al 2013. Pdci : un milione e 263mila sino alle regionali, un milione e 236mila sino alle Europee, un milione e 164mila sino al 2011, 570mila euro sino al 2013. Verdi : un milione e 263mila sino alle regionali, un milione e 236mila sino alle Europee, un milione e 164mila sino al 2011, 570mila sino al 2013. Soldi “rubati” alle pensioni, alla sanità, alle scuole alle infrastrutture ; con il beneplacito bipartisan di tutti, la CASTA non si smente….., altro che nuovo è il peggio che continua.



Scritto da @ 15:33 - mercoledì, 16 aprile 2008
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