In questo ultimo quindicennio, ne abbiamo viste di tutti colori, dalle schede manipolate ai brogli al voto di scambio e quant’altro ; una escalation dedita solo ad un fine : il potere della casta. Il parlare di “democrazia”, quella vera elettiva e partecipativa, è desueto ed incongruente, nel contesto della nostra società elettiva basta ben poco per soddisfare le brame della casta, brame intese in primis il riparto della torta di rim-borseggio tra tutti i partecipanti, basta l’uno per cento e si –mangia e/o munge-, secondo ripartirsi le poltrone e commissioni in perfetto stile bipartisan per garantirsi le munifiche prebende con accessori ed optional. Tra le tante letture di questi giorni, leggendo dal Codice di Giustiniano (Corpus Iuris), un passo che dovrebbe essere inciso a lettere cubitali all’entrata del Parlamento : “Ciò che riguarda tutti, da tutti deve essere trattato ed approvato”. Orbene, questo passo, della colossale raccolta di leggi realizzata dal 529 al 534 d.C. , poneva in essere il diritto inalienabile d’essere parte viva nel contesto sociale di stato ; un principio cardine del diritto romano fondante la vera democrazia. I secoli sono passati, l’evoluzione sociale ha portato profondi cambiamenti, ma il principio della democrazia partecipativa in uno stato libero è stato inalienabile, salvo nelle monarchie assolute o nelle dittature ; all’elettore veniva data voce per esprimere il suo parere su quello che riguardava tutti. Domani gli elettori andranno alle urne, orbati di quel diritto, dovranno solo scegliere il simbolo dei “capipopolo”, i quali poi decideranno chi e come avrà la sua brava poltrona, non avranno la possibilità di scegliere solo tra persone di chiara e specchiata fama oltre che di competenza, bensì tra sprovveduti che faranno da marionette nelle mani smaliziate dei politici ed anche tra condannati ed inquisiti che bramano l’immunità parlamentare. Un’altra pagina di storia si conclude, la disaffezione è crescente dando sempre più linfa all’antipolitica, questo bipolarismo primitivo e raccogliticcio sarà la brutta copia della dis-Unione rissosa di prodiana memoria, ogni lista porta con se alleati, che anche se firmatari, portano in evidenza sempre la loro identità per poter sempre avere la possibilità di saltar via dal carro. Delle altre minoranze, portano avanti utopie del passato che mal s’adattano al presente, dei bastian contrari che come sempre sapranno far pesare il loro appoggio di scambio, ne abbiamo visto d’illuminanti esempi in questi ultimi due anni, un vero suk politico. Concludendo, resto fermo sul principio d’andare a votare, ma il consiglio del giornalista Giovanni Sartori non è poi tanto peregrino di dare un voto di sfiducia costruttivo.

Scritto da @ 12:21 - sabato, 12 aprile 2008
commenti (1)[popup] || commenti (1)
Commenti
#1   13 Aprile 2008 - 14:26
 
Un abbraccio (appena tornata dalle urne).
Gi
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Glisbille

Commenti
in politica spa, la casta, veltrusconeide
Aggiungi questo link su: Cita il post nel tuo blog Segnala il post Aggiungi su del.icio.us Aggiungi su digg.com Aggiungi su Google Aggiungi su Yahoo Aggiungi su Technorati