S’avvicina un’altra adunata oceanica grillesca, per il 25 Aprile su tutto il suolo italico, per raccogliere firme per i tre referendum promossi da Beppe Grillo ; sui temi del finanziamento dell’editoria, l’albo dei giornalisti e la legge Gasparri. Il tam tam della rete è incessante, dai “comunicati politici del nostro –masanielgrillesco- , alla dichiarazione dal blog del Di Pietro : “25 aprile: per una nuova Liberazione”, per approdare ai travagliati post antiberlusconiani del Travaglio. Di fondo l’azione è buona, ma menarla sempre sui soliti refrain perde di consistenza, il fatto di avere una libera informazione e togliere sic et simpliciter i finanziamenti all’editoria, è fattibile solo in uno stato di dittatura sudamericana o africana, figuriamoci se la casta e la lobby degli editori mollano l’osso perché si è fatto un referendum, come credere alla befana. Al massimo qualche ritocchino alle prebende, un maggiore spazio all’informazione per la difesa della legalità, trasparenza, ed ovviamente l’indipendenza e pluralità dell’informazione ; sempre che gli editori lo lascino fare. Quanto l’albo dei giornalisti, è decisamente anacronistico, un vecchio orpello delle leggi mussoliniane, ma che la casta dei giornalisti se lo tiene ben stretto, forse chissà potrebbe anche darsi. Per la legge Gasparri, visto che la Corte di Giustizia Europea ha già condannato l’Italia sulla legge che si è fatto per l’assegnazione delle frequenze televisive, e la Corte Costituzionale ha ribadito che questa legge è incostituzionale ; basterebbe far applicare la legge o ci serve un referendum per farlo ? Ormai sta diventando populismo spicciolo, sarebbe meglio affrontare un problema alla volta e portare delle soluzioni anche per iniziativa popolare, ma non solo fine a se stesse, bensì con un prosieguo esempio : sciopero dall’acquisto dei quotidiani per almeno un mese…. E salveremmo tanti alberi !
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