
Cercando note e lumi su certi testi, relativamente a periodi storici ben delimitati, ci si trova davanti ad una ridda d’interpretazioni variegate, ognuno porta avanti le sue elucubrazioni accalorandosi che quella è la verità storica.
Ma volte i libri sono privi di quell’apparato di note e di bibliografia, quindi caduchi d’informazioni per il lettore la verifica della verità o di quanto siano affidabili le affermazioni contenute nel libro.
Allora la ricerca si pone paragonando le differenti fonti, supportandole con documentazione coeva, al fine di far chiarezza e di avere certezze storiche.
La bellezza del collezionare documenti antichi, è quella di rivivere con essi quel momento particolare della loro stesura, sfiorare vecchie pergamene o scorrere documenti e lettere di qualche secolo fa, riporta indietro facendo riprovare quelle sensazioni.
Come diceva una carissimo amico collezionista di Milano, purtroppo immaturamente deceduto, la storia si legge dalle pergamene, dalle lettere e d’ogni altra documentazione di quel preciso momento.
Esempi : pergamene ingiallite nei secoli che tramandano usi e costumi di quelle epoche ; le lettere dei militari coinvolti nella guerra di Crimea, oppure quelli della prima grande guerra dal fondo delle loro trincee, quelle erano le verità “vere” di quei momenti tragici.
Lo storico, a volte favoleggia ed arricchisce la storia con delle interpretazioni, il documento è una prova certa di quel momento, senza se ne ma, è la verità fattuale e documentale.
E noi collezionisti, come topi di biblioteca, navighiamo nella storia….