I guitti dell’antipolitica con il trebbiatore italico hanno regalato uno spettacolo deprimente di come si possa scadere d’immagine ma ancor peggio di linguaggio., il leader di IdV Antonio Di Pietro, ha dovuto ben ingoiare le contraddizioni dello schieramento in campo, e ne hai voglia a dichiarare che «rispetta» le altre opposizioni ed è costretto a dissociarsi dai vari guitti che gli hanno fatto da contorno.
Le cifre raccontate dal palco sembravano giocare al rialzo : «trentamila, cinquantamila, oltre centomila»forse per chi non conosce piazza Navona ; con tutta la buona volontà e stando ben stretti al massimo ce ne entrano diecimila, ma si sa le balle più sono grosse più sono credibili.
Ormai, carente d’ogni programma politico, il solito ritornello di accuse che il governo effettui un «sequestro di funzioni parlamentari a fini estorsivi con ricatto e riscatto» e di voler «attuare il programma della P2», condito il tutto con le minacce «di referendum».
Fare opposizione è logico quando si resta nei confini del confronto politico, ma quando si scade nel turpiloquio e nel qualunquismo, per i suoi connotati per allocarsi in quelli dell’avanspettacolo fatto da guitti, l’esternare grevità pecoreccie o fare allusioni da postribolo, non mostra certo cultura e tantomeno satira. Bello l’articolo di di Filippo CECCARELLI su Repubblica : ”A Piazza Navona, all'imbrunire, il testacoda dell'antiberlusconismo che prima curva nel turpiloquio, prende ardore e velocità nello spettacolo, poi sbanda nella gara a quale artista del palcoscenico le spara più grosse. Quindi si rovescia su stesso, fino a perdersi nel delirio a sfondo apocalittico, sessuale, teologico e pagliaccesco. E addio politica, allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti. Sul proscenio della manifestazione contro le leggi vergogna restano così solo i comici, i predicatori, gli arcangeli del sarcasmo e le poesie anche rimarchevoli, ma pur sempre pregiudizialmente "incivili" di Camilleri. Sono loro, beninteso, che riempiono le piazze. Ma poi, dopo l'incendio?”. Questa sua apertura racconta in tutta schiettezza, lo squallore politico di certi personaggi. La delirante reprimenda del Masaniel/Grillo : "E' tutta una presa per il culo!", lo Stato è fallito, il paese non c'è più, la politica è finita, gli assassini sul lavoro, i licenziamenti in arrivo, i veleni Ogm, il disastro energetico alle porte, ce n'è pure per la "fica in leasing", le ministre che la danno, Fini in barca con Tronchetti Provera, "le rovine, le rovine...", il compleanno di Morfeo Napolitano a Capri, "io non ne voglio più sapere", "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo!". In effetti visto quello che guadagna strano che non faccia l’apripista.
Sempre, nel finale dell’articolo di Filippo CECCARELLI : Nulla del genere si era mai visto e ascoltato, a memoria di osservatore. Ci si sorprende a pensare che continuano a spostarsi e a strapparsi i confini della vita pubblica. Dall'indignazione all'incazzatura con divagazioni sessuali e religiose è un passaggio che trascende il linguaggio per un movimento senza nome, senza destino e senza confini.”
Se il PD pensa d’essere un partito, dovrà giocoforza riflettere bene chi tiene in casa come alleato, sarà la sua fine come credibilità e dovrebbe far attenzione a cosa è successo alla -cosa rossa- per aver fatto la stessa menata nel demonizzare l’avversario.
Si devono contrapporre idee e dialoghi, il berciare non ha mai risolto nulla, ed è troppo facile asserire :
«Italia dei Valori e io personalmente ci dissociamo del tutto, considerandole fuori luogo e fuori tema nello spirito e nel significato, dalle polemiche ingiustificate con il Papa - sottolinea Di Pietro a fine serata -. Quando il diavolo entra in azione, bisogna prendersela con il diavolo e non con il Papa. Confermo il doveroso rispetto di tutti noi per il Papa, per il presidente della Repubblica e per coloro che hanno un modo differente dal nostro di fare opposizione».
Ormai si è ben capito cosa sia la sua pseudo politica.
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I latini davano questa licenza, ma ai tempi d’oggi nel Parlamento diventa quasi quotidiano, la -ratio- o ragione come suol dirsi va a farsi benedire nei fumi mefitici dell’ira, mentre -vista la loro posizione- dovrebbero essere ben più riflessivi e contare sino a 100 (a dieci non basta).
Quando l'ira diventa il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche, è il momento di commettere gravi e grandi sbagli, ormai si dovrebbe ben sapere che lo strumento giudiziario delle intercettazioni, non è solo a fini d’indagine e poi come elemento di prova coperto dal segreto istruttorio, bensì uno scoop da vendere al miglior offerente.
Invece oggi, ci troviamo che la politica deve disquisire di telefonate pecorecce, o di qualche raccomandazione che ogni politico dalla notte dei tempi ha fatto, stiamo scendendo nel ridicolo e non poco.
Stare a menarsela sulle capacità amatorie o quant’altro del Berlusconi o d’altri politici, mi sembra decisamente futile e puerile, se si vuole fare la vera “opposizione”, si fa sui programmi e su quello che si concerta ; non disquisendo di lupanari ed affini.
Ma quello che fa più sorridere, è l’ondata di puritanesimo imperante nel Parlamento, adesso abbiamo un consesso di probi senza macchia alcuna ; tutti casa e famiglia quasi un -ora et labora-, oserei dire che è proprio il festival dell’ipocrisia accentuato dalla morbosità del voyeurismo.
Ha ben ragione il Fassino che, in un’intervista a ’Il Riformista’, concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perché invasive della vita delle persone ci deve essere una gestione attentissima" e quelle "che non servono ai fini dell’indagine devono essere distrutte per evitare che se ne faccia un uso sciacallesco".
Mentre sono totalmente risibili le dichiarazioni del Donadi (Idv) : "Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani, ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati” informati di cosa ? se il fatto sia penalmente rilevante sarà la magistratura a renderne edotti i cittadini, non certo la carta stampata comprando gli scoop.
Queste storie ci fanno rimpiangere i bei tempi della Dc e PCI, altra politica ed altri politici.