La visita del buon Veltroni al congresso dei socialisti a Montecatini, non è iniziata sotto buoni auspici, dopo la bordata di fischi da -curva sud-, tanto che Ugo Intini ha dovuto richiamare la platea, ma non solo al momento del discorso di Veltroni, è dovuta intervenire Maria Rosaria Manieri dalla presidenza. Nel suo girovagare tra possibili alleati, interessante il suo asserto : “Sono venuto per rispetto del primo congresso del Partito socialista. Avrei potuto mandare qualcun altro, sono venuto qui apposta per creare le condizioni di un nuovo dialogo e fondato sul rispetto dell'autonomia reciproca”. Accolto con una bordata di fischi da avanspettacolo, il povero Intini ha sottolineato che “una cosa del genere a un'assemblea socialista non è mai successa”, scordandosi della storia socialista che un precedente esiste, difatti al congresso del Psi di Verona nel 1984, una figura politica di spicco come Enrico Berlinguer fu accolta dai fischi feroci ed assordanti, il Bettino Craxi disse: “Non mi posso unire a quei fischi solo perché non so fischiare”. Cercando di trovare argomenti socialistoidi il buon Uolter ha continuato nelle sue esternazioni, in prodiana maniera, : “la provenienza da una storia complicata e articolata ma che ha radici comuni, la nostra storia è fatta di lotte sindacali e di esperienze rappresentate dal comandante Ricci, che riguardano la lotta partigiana. Dobbiamo creare tutti insieme le condizioni di un nuovo dialogo, fondato sul rispetto dell'autonomia e dell'identità reciproca, ma con l'idea che tra le diverse forze si possa avere qualcosa di diverso dal demone della divisione e della contrapposizione, che tanto ha indebolito sinistra”. Ovviamente le reazioni dei partecipanti non si sono fatte attendere, un’altra bordata di fischi lo ha sommerso, vista la pochezza degli argomenti sfruttando ancora vecchie storie partigiane, che fanno tanto chic la sinistra, il cercare consensi per allargare la sua base no è stato utile al PD, anzi ha creato dei distinguo ben precisi con le dichiarazioni del Bobo Craxi : «Per Veltroni meglio l'acqua socialista di Montecatini che l'olio di ricino che gli avrebbero fatto bere a piazza Navona tra qualche giorno, il Di Pietro è «un cancro populista e fascistoide». Al prosieguo veltroniano di : « Per noi è finita la stagione delle contrapposizioni, ma non si può vedere Di Pietro come il nemico assoluto. La nostra opposizione è riformista, e risultati li abbiamo ottenuti, come i mancati decreti sul salva Rete 4 e sulle intercettazioni. Martedì non saremo alla manifestazione dei girotondi a Roma. Avevate ragione voi nel '56 sui fatti d'Ungheria, e per primi avete parlato di coniugare giustizia sociale e libertà». La risposta del Nencini è stata sintomatica : « È importante che il leader del Pd ci abbia riconosciuti, preparando le condizioni di un nuovo centrosinistra. Magari, è l'auspicio dei socialisti, con l'Udc e i partiti della sinistra che ci stanno. Ma senza Di Pietro, però. » Le stranezze della politica, in Sicilia i bravi socialisti post Craxi, non hanno fatto tanto gli schizzinosi per una poltrona con l’Idv…..; e questo dovrebbe mettere sull’avviso il nostro bravo Uolter !

Scritto da @ 15:59 - martedì, 08 luglio 2008
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Il povero Veltroni, continua la sua passione a camminar sui carboni ardenti disseminati dai suoi sodali, in particolare per dare un distinguo alla scampagnata dipietresca dell’otto luglio a Piazza Navona, che gli sta creando non pochi patemi tra le varie correnti del PD. Il primo appoggio, dopo la dura reprimenda, gli è venuto dall’Arturo Parisi che ha preso le distanze dalla manifestazione organizzata da Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo, sponsorizzata con la grancassa del Di Pietro e del Grillo, e con la partecipazione in massa dell’intellighenzia sinistrorsa di noti personaggi. Il Parisi non ritira l'appoggio alla protesta contro le «leggi canaglia», ma prende distanze dal Masaniel/Grillo con la sua opposizione a colpi di vaffa, precisando di non voler «confondere» la sua voce con quelle «populiste e qualunquiste ». Persino il “girotondino” Nanni Moretti in un suo elucubrare dice : «Penso che uno dei mali principali di tutti noi sia l'assuefazione, è cambiato qualcosa nelle persone, in peggio, penso sia cambiato il dna... Non sono più dei dati culturali, ormai sono dei dati biologici, genetici. No, non sono più ottimista». Anche se gli organizzatori sperano nell’adunata oceanica, sta di fatto che con lo slogan « La legge è uguale per tutti » , anche mobilitando le sezioni del Pd e chiedendo aiuto al Prc, Pdci, Sd e il Pcl di Marco Ferrando ; sarà ben dura, non vogliono capacitarsi che non -esistono- più al potere, hanno un bisogno spasmodico di presenzialismo, e qualunque occasione gli si presenti è buona. Vedendo la mal parata, il Di Pietro, scende a miti consigli nei confronti del Veltroni, dichiarando che : « non è il giorno della conta, ma dell'orgoglio dei cittadini » ; strano sino a qualche giorno fa, cavalcava l’onda dell’antiberlusconismo più esacerbato chiamando alle barricate, con il guiderdone “Chi non è con me peste lo colga” ; adesso è tregua giurando che la manifestazione «non va contro nessun partito». Decisamente un atteggiamento vetero-dc, in pura chiave politichese, per salvare capra e cavoli. Adesso ci sarà da vedere il seguito di questa boutade e di come andrà a finire, sperando che il Veltroni prenda bene le distanze e non si faccia coinvolgere in manifestazioni, come a ben detto il Parisi, «populiste e qualunquiste ». Ma proseguendo a consolidare il PD, facendo una opposizione costruttiva, solo così avrà la certezza di un prosieguo a questa nuova identità politica, facendo bene attenzione a chi si prende come alleato.

Scritto da @ 14:47 - lunedì, 07 luglio 2008
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Rodolfo Valentino I latini davano questa licenza, ma ai tempi d’oggi nel Parlamento diventa quasi quotidiano, la -ratio- o ragione come suol dirsi va a farsi benedire nei fumi mefitici dell’ira, mentre -vista la loro posizione- dovrebbero essere ben più riflessivi e contare sino a 100 (a dieci non basta). Quando l'ira diventa il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche, è il momento di commettere gravi e grandi sbagli, ormai si dovrebbe ben sapere che lo strumento giudiziario delle intercettazioni, non è solo a fini d’indagine e poi come elemento di prova coperto dal segreto istruttorio, bensì uno scoop da vendere al miglior offerente. Invece oggi, ci troviamo che la politica deve disquisire di telefonate pecorecce, o di qualche raccomandazione che ogni politico dalla notte dei tempi ha fatto, stiamo scendendo nel ridicolo e non poco. Stare a menarsela sulle capacità amatorie o quant’altro del Berlusconi o d’altri politici, mi sembra decisamente futile e puerile, se si vuole fare la vera “opposizione”, si fa sui programmi e su quello che si concerta ; non disquisendo di lupanari ed affini. Ma quello che fa più sorridere, è l’ondata di puritanesimo imperante nel Parlamento, adesso abbiamo un consesso di probi senza macchia alcuna ; tutti casa e famiglia quasi un -ora et labora-, oserei dire che è proprio il festival dell’ipocrisia accentuato dalla morbosità del voyeurismo. Ha ben ragione il Fassino che, in un’intervista a ’Il Riformista’, concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perché invasive della vita delle persone ci deve essere una gestione attentissima" e quelle "che non servono ai fini dell’indagine devono essere distrutte per evitare che se ne faccia un uso sciacallesco". Mentre sono totalmente risibili le dichiarazioni del Donadi (Idv) : "Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani, ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati” informati di cosa ? se il fatto sia penalmente rilevante sarà la magistratura a renderne edotti i cittadini, non certo la carta stampata comprando gli scoop. Queste storie ci fanno rimpiangere i bei tempi della Dc e PCI, altra politica ed altri politici.

Scritto da @ 08:38 - venerdì, 04 luglio 2008
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Riprendendo il titolo di un quotidiano “ due braccia rubate all’agricoltura”, dopo aver visto su vari giornali l’exploit campagnolo del Di Pietro, corredato da un corposo servizio fotografico che lo ritrae nella bucolica attività campagnola di trebbiatura ; a cavallo di un moderno trattore in canotta gialla e cappellino, mostrandosi al popolo italico come uomo di saldi e specchiati principi, che dopo la politica si dedica all’agricoltura quale moderno Cincinnato. Mi ha fatto venire in mente guardandolo, la famosa “battaglia del grano” del ventennio, con le foto che ritraevano la figura poderosa e maschia del Duce, che abbrancava covoni di spighe, una strana similitudine in epoche diverse ; ad uso e consumo di una certa –sceneggiatura politica- che anche oggi viene ampiamente usata. Mentre l’uomo e politico Di Pietro, ad oggi s’erge quale unico e strenuo baluardo all’arrivo della strisciante dittatura berlusconiana, che soffocherà ogni anelito di libertà e giustizia, il Berlusconi al governo per lui è come la Corea del Nord, con un governo/dittatura basato sull’imperio dell’immagine, avendo come fine solo i suoi interessi personali, quelli dei suoi sodali e delle sue imprese. Tuona dall’alto dello scranno, con toni pecorecci, ed il suo miglior itagliano, strali ed anatemi a piè sospinto ; nel perfetto l’espediente di Francis Bacon “Diffama sempre il tuo nemico e vedrai che qualcosa resta nella memoria della gente”, seguendo il metodo della scuola marxista (Togliatti) con l’uso di sostenere ripetutamente quelle falsità che alla lunga diventano “verità” politiche. Di certo non giova al suo alleato (si fa per dire) Veltroni, che ha già non poche beghe in casa, gliela stanno tirando da tutte le parti, e quello che purtroppo finirà per accadere la perdita dell’identità primaria ; visto lo strano balletto d’alleanze tra cose rosse e verdi. Concludo con un pezzo di Vito Schepisi dell’Occidentale : “Un po’ di civiltà e di rispetto reciproco non guasterebbe e tornerebbe utile ai bisogni ed alla dignità di tutti, perché la chiarezza delle tesi esposte ed il rispetto verso gli altri sono alla base della libertà e del diritto naturale degli uomini, mentre l’insinuazione e l’opacità sono strumenti di grigiore e di oppressione.”
Sperarlo con questa classe politica è pura utopia.

Scritto da @ 15:16 - lunedì, 30 giugno 2008
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Dopo quella famosa esternazione del TPS, che definì i giovani trentenni ancora a carico di mamma e papà dei “bamboccioni”, si scatenò una proposta degna dei moti popolari, ma il peggio doveva ancora venire ; vista la falcidia di tasse e spese in più diventava sempre più dura. Adesso una nuova moda sta attecchendo anche in Italia, quella degli –skier- che tradotta in parole semplici terra terra significa : che i genitori si spendono l’eredità o quanto avevano in mente di lasciare come patrimonio ; all’insegna intanto voglio vivere bene adesso poi si vedrà. Persino un istituto di ricerca si è preoccupato del fenomeno, specializzato nei consumi e sul cambiamento sociale, che ha evidenziato un crescere esponenziale di chi mette al primo posto le proprie necessità poi quella della prole ; un modus vivendi che sta cambiando radicalmente la società. Ovviamente non se ne parla ancora apertamente, ma l’epoca della formica lascia spazio alla cicala, visti i tempi di ristrettezze dovuti all’incremento dei costi sociali, le riserve vengono impiegate tanto per vivere quanto per sopperire alle necessità improvvise. Quindi, tempi sempre più grami per i bamboccioni italici, ovviamente quelli di un certo rango hanno già sistemato le loro cosucce, vedi una certa leggina sulle donazioni.

Scritto da @ 16:02 - venerdì, 27 giugno 2008
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Montecitorio, con i presidenti delle commissioni parlamentari, il presidente della Camera Gianfranco Fini, poneva l’invito di : «Dobbiamo lavorare di più». Con quello che si prendono tra prebende/benefit ed altro è il minimo, ma quello sconcertante è che quello di far lavorare Montecitorio cinque giorni su sette i signori della –casta- ; di avere l'Aula convocata dal lunedì al venerdì. Il lunedì sarebbe dedicato alla discussione generali dei provvedimenti, mentre le votazioni ci sarebbero nel pomeriggio di martedì, nell'intera giornata di mercoledì, nel pomeriggio di giovedì e il venerdì. Le commissioni parlamentari lavorerebbero nelle mattine di martedì e giovedì. Altrimenti suderebbero troppo, tant’è che si prevede ogni mese una «settimana bianca», senza lavori parlamentari, durante la quale i deputati potrebbero dedicarsi al rapporto con gli elettori, salvo le esigenze dei lavori parlamentari. Un ennesima riprova nei confronti degli elettori che devono sobbarcarsi orari ben più onerosi, per poi non arrivare alla fine del mese, una proposta –oserei dire oscena- quella che sarà presentata ai capigruppo, per lavorare 28 ore settimanali dedicate alle votazioni in Aula e 85 al mese. Non male, se queste sono le premesse, dire –casta- è un eufemismo !

Scritto da @ 10:16 - venerdì, 06 giugno 2008
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Come prassi vuole, in ogni governo repubblicano alla parte vincente si contrapponeva una opposizione, che in questi ultimi anni era dedita alla demonizzazione dell’avversario ; fatto che non ha pagato tant’è che si è ritorta contro questa tipologia politica. Adesso essendo in una nuova fase, con un risultato clamoroso, sparita e depennata dall’emiciclo la -cosa rossa- ed i suoi turbolenti rappresentanti, sulla trincea oppositoria è rimasto lui il famoso -che c’azzecca- , con il simbolo dell’uccelletto marino (che ricorda tanto quello di un calciatore per fare plin plin), svolazza gracchiando tutto il suo livore. A questa figura preferisco di gran lunga la figura -politica- del Veltroni, almeno ha dei fatti e contenuti come contraddittorio, non le solite tiritere retro di quando era “magistrato”, forse non ha capito che il vento tira da un’altra parte vedi risultati. D’accordo che ormai ha stretto una solida alleanza come la “triplice”, nel fare cassa di risonanza con i blog del Travaglio e del Grillo,ma credo che i suoi elettori non volevano certo un tribuno dei “vaffa” ma bensì un politico costruttivo. Se non capisce questo sarà un risveglio alla Berti e compagni ! Continuare a martellare i soliti argomenti, significa che discredita la sua base, rendendola ridicola agli occhi di tutti, adesso è il momento di girare pagina e risolvere i problemi, altrimenti (parafrasando) ma che c’azzecca ! Anche perché come a scritto un commentatore sul Messaggero : Per fortuna in Italia c'è una dittatura mediatica berlusconiana, così ieri sera Di Pietro in Tv ce lo siamo dovuto sorbire solo dalle nove all'una ininterrottamente, prima a Ballarò e poi a Matrix. Se fossimo ancora in democrazia, il suo faccione ed il suo eloquio forbito spunterebbero anche dalle previsioni del tempo e dal segnale orario...

Scritto da @ 08:27 - giovedì, 15 maggio 2008
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Già il 28 aprile il grande “Uolter” dichiarava : ''Il governo ombra sarà molto autorevole per personalità e struttura e fortemente insediato in Parlamento'' ; parlando ai parlamentari del Pd e annunciando che il partito dovrà completare la sua struttura dirigente con molti giovani, sottolineando : ''Il gruppo dirigente dovrà avere energia e forze nuove. E' tempo che i dirigenti del Pd che costituiscono il nuovo possano avere delle responsabilità''. A questo roboante proclama, solo lo sconcerto della base che gli ha dato il voto, che con lo sguardo smarrito sì è chiesta (romanamente) : “ ma che vo dì …” , nel suo stile americaneggiante : “uno “shadow cabinet” ; spiegando : “che avrà un numero di ministri coincidente con quelli che andrà formando il Pdl, per rafforzare lo sforzo di europeizzazione”. Forse un palliativo per coinvolgere le varie anime del PD, sta di fatto che i due alleati esterni ognuno se ne và per suo conto, e nell’interno non è che stiano tanto tranquilli, visti i movimenti di correnti sotterranee per farsi spazi. Mah staremo a vedere se più che governo ombra non siano “ombre cinesi”.


Scritto da @ 12:52 - giovedì, 08 maggio 2008
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Dopo -Berty by night– anche -Ken il rosso- londinese sonoramente sconfitto a Londra, ovviamente le solite dichiarazioni di rito e circostanza : «Si è trattato di una notte brutta e deludente: dobbiamo trarne delle lezioni, analizzare quel che è successo e andare avanti» . Un deja vu, stranamente l’elettorato non è più abbindolabile con false promesse e vecchi stereotipi populisti, ha preso coscienza della vacuità politica di certi personaggi dediti solo ai loro interessi ; rimandandoli a casa per riflettere. Qualcosa di profondo sta smuovendo le basi elettorali, in cerca di quei valori fondanti una vera democrazia, il tempo dei parolai o dei libri dei sogni è finito, vogliono chiarezza e risultati ; la partitocrazia ha fatto il suo tempo. In questi ultime legislature, lo scollamento tra la -casta- è l’elettorato ha avuto una crescita esponenziale, per una serie di fattori che ne hanno determinato il crollo di credibilità. Quello che non hanno capito che l’Italia sta vivendo in un periodo di disagio, inquietudine e malessere sociale, vede che il politico di turno prende di pensione in un mese quello che un pensionato prende in un anno, vive sopravvivendo tanto l’operaio che l’impiegato che non arrivano alla fine del mese, la possibilità del lavoro è solo precaria ; a questo poi, s’aggiunge il problema dell’immigrazione e della sicurezza, problemi mai risolti se non con soluzioni estemporanee. Tutti questi malesseri hanno fatto si che l’elettorato voltasse pagina, non ha dato più credibilità ad una classe politica geriatrica nelle persone e programmi ; un tentativo di voler sperare in qualcosa di diverso. Adesso più che mai è il momento del dialogo costruttivo, da privilegiare la rinascita del paese e non di ripercorrere gli errori della passata legislatura. Solo con queste premesse potrà sussistere un bipolarismo, portando tutti le proprie capacità ed esperienze, arroccarsi dietro a simboli sarà solo e soltanto la loro definitiva scomparsa dalla scena politica.

Scritto da @ 12:17 - sabato, 03 maggio 2008
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Ormai siamo ad un avvento epocale, salvo qualche sparuto manipolo sparso in Italia, gli elettori hanno dato fiducia al Pdl ed i suoi rappresentanti, sino ad arrivare a conquistare il comune di Roma, “Ciccio bello” con il suo apparire da –piacione- non ha convinto i romani ; l’aver sempre consacrato la Capitale a manifestazioni variegate scordandosi delle periferie ha fatto pagar pegno. Quando c’è un sistema dominante ed autoreferenziale, alla lunga stanca, ai gravi problemi della Capitale sotto gli occhi di tutti e dagli stessi denunciati, non si poteva rispondere solo con feste e luminarie, e questo ha fatto naufragare i sogni utopici di chi si era scordato degli elettori. Il risultato di questa svolta si può racchiudere in un unico punto : la voglia di cambiare ; quello di cui sono state capaci le amministrazioni d’egida sinistrorsa è apparso in tutta la sua chiarezza dai fatti della Campania in poi, adesso si vuole girare pagina, quella sarà la grande scommessa del Pdl. Questa XVI legislatura, ha tutti i mezzi per fare le grandi riforme, azzoppate costantemente dai bastian contrari, ma deve stare molto attenta a non fare solo i suoi interessi e quelli dei suoi sodali ; potrebbe dare un forte segnala di “Parlamento Pulito” sospendendo quanti abbiamo problematiche giudiziali in corso (vedi inquisiti), ma ancor meglio chi abbia condanne passate in giudicato incompatibili con la carica che ricoprono. Questo primo passo, permetterebbe agli elettori di avere maggior fiducia nelle istituzioni, di rivedere con minor sospetto -la casta- se la stessa dimostri di non essere solo protesa a scranno e prebende, si smorzerebbero i toni dell’antipolitica davanti a queste novità eclatanti. Vediamo se queste utopie si realizzeranno, anche perché nel mondo dei blogger, questi punti saranno il ritornello costante…, occhio a sottovalutare la rete.




Il nostro forum..

Scritto da @ 15:36 - mercoledì, 30 aprile 2008
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