Tutti presi per le beghe giudiziarie del Cavaliere, con i vari lodi ed escabotage per passare tra le fila dei giustizialisti, la giustizia ormai consolida il suo -potere- politico, e quando può non disdegna i massmedia e la televisione. Ma quello che sorprende è come a volte venga amministrata questa “giustizia”, un bell’articolo di Massimo M. Veronese per “Il Giornale”, ci regala delle chicche veramente esilaranti :
“ Di sicuro se ne inventano di tutti i colori. E non smettono mai di far parlare di sè. Sone le sentenze della Cassazione, l’ultimo grado di giudizio, quello dell’ultima parola. Ma anche quello che in un modo o nell’altro decide il costume nazionale. L’ultima è di qualche giorno fa. Il datore di lavoro che, minacciandoli di licenziamento, sottopaga i propri dipendenti costringendoli a guadagnare meno di quanto indicato in busta paga rischia una condanna per estorsione continuata. Il che sarebbe pure ineccepibile. Ma non finisce qui. Il giorno prima: non va condannato l'adepto rasta sorpreso con una busta di marijuana: la sua religione, infatti, impone l'uso quotidiano di «erba sacra» da consumare da soli fino a 10 grammi al giorno. Quindi se sei rasta puoi farti come e quando vuoi. Decide su grandi questione etiche e su processi del secolo, ma basta sfogliare le raccolte degli ultimi anni per scoprire chicche paradossali, ai confini della realtà: all’asilo si può fare pipì? Certo anche senza la presenza delle insegnanti. Basta saperlo. Il sacerdote celebra messa all’ora sbagliata? Deve rimborsare i fedeli, magari con quel che resta della questua. Giocare a rubabandiera? Non è pericoloso e se vai a sbatter peggio per te. Sei ateo ma vuoi sposarti in chiesa solo per fare contenta la tua lei? Occhio, rischi l’annullamento del matrimonio. A volte è così: sembra il tribunale più pazzo del mondo. Noi abbiamo raccolto il meglio del peggio. Decidete un po’ voi...
1 - PER NASCONDERE L'AMANTE PUOI MENTIRE QUANTO VUOI
I giudici l’hanno capita. Se Carla, 48 anni, di Orbetello, negava persino ai carabinieri che l'uomo beccato a fare telefonate ingiuriose a suo marito fosse l’amante, in fondo lo faceva per una buona causa: «Per salvare se stessa da una grave e inevitabile lesione del suo onore». Agli uomini dell’Arma che l’hanno incastrata diceva bugiarda, non ho prestato il telefonino a nessuno. Per questo l’hanno caricata e portata via. Sul cellulare...
2 - DAI DEL "LADRO" AL CAPO: TRANQUILLA, NON TI LICENZIANO
"La lavoratrice umiliata dal suo capo può reagire apostrofando con insulti il superiore davanti alle colleghe senza che questa reazione alle vessazioni datoriali le venga fatta pagare col licenziamento". É successo ad Annamaria C., operaia tessile di una moderna filanda. Ha dato del "ladro" al datore di lavoro davanti a tutti per un’indennità malattia mai messa in busta paga. Lui l’ha licenziata, ma lei l’ha spuntata. Una giusta lavata di capo.
3 - "NON SONO MICA UN PIRLA..." E SE LO SEI TI CONDANNANO
Mai dare del «pirla» a qualcuno, sennò rischi grosso. Perché per quanto il termine in dialetto milanese possa sembrare persino simpatico, è sempre meglio non utilizzarlo se non si vuoi finire in guai giudiziari. «È lesiva dell'onore e del decoro» della persona alla quale viene rivolta ha sentenziato con il ditino alzato la Suprema Corte. Quindi dare del pirla non si può. Del Mourinho invece sì...
4 - NON PUOI DIRE "PUTTANA" NEANCHE A UNA PUTTANA
Okay, è una prostituta, e allora? Ti sembra un buon motivo per darle della «puttana»? No, secondo la Suprema Corte che ha respinto il ricorso di un 50enne condannato per aver ingiuriato la moglie durante «normali liti tra coniugi». La qualifica non può essere rifilata a nessuna donna, anche se prima di sposarti «svolgeva veramente la professione di prostituta». Non puoi darle della puttana. Puoi darle al massimo cinquanta euro...
5 - GLI AFFITTUARI NON SE NE VANNO? PUOI SCATENARE UN'INTIFADA
Gli affittuari non se ne vogliono andare? Per sloggiarli potete prenderli a pietrate. E anche se provocate danni non commettete reato. Con questa sentenza la Cassazione ha dato ragione a due fratelli di Trani, Giuseppe e Giovanna C., colpevoli di aver danneggiato le finestre del loro appartamento dato in affitto attraverso un bombardamento di pietre. Gli inquilini, che hanno rischiato la lapidazione, non se l’aspettavano. Sono rimasti di sasso...
6 - SE TRADISCI A CASA TUA TI PORTANO VIA TUTTI I MOBILI
Merita di perdere tutti i beni e le proprietà che il marito le ha cointestato «la moglie che tradisce il coniuge portando l'amante nella casa coniugale consumando carnalmente il suo flirt». Così la Cassazione ha confermato la «revoca per ingratitudine» della cointestazione di tutti i beni che il marito Aldo aveva donato alla moglie Silvana che lo tradiva in casa con un giovanissimo amante. Soprattutto i mobili. Perchè si sa, la donna un po’ lo è...
7 - SE DEVI ANDARE IN SPIAGGIA PUOI INVADERE LA VILLA DEI VIP
Le ville da sogno, i residence extralusso, i posti per pochi eletti? Niente ti fermerà. «Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia». Insomma è inutile star lì a formalizzarsi se devi fare il bagno puoi anche passare dalla piscina di Briatore, salutare il padrone di casa e guadagnare il bagnasciuga. Gratis.
8 - FILMI IL DIPENDETE LAVATIVO QUINDI NON PUOI LICENZIARLO
Più o meno va così. Un dipendente timbra il cartellino, si presenta sul posto di lavoro poi esce dal garage con la sua auto e se ne va. La telecamera di sorveglianza lo becca, è fatta, licenziato, lavativo che non sei altro. Invece no. Se l’imprenditore scopre un assenteista non vale. Anche se rubano lo stipendio «i dipendenti non possono essere spiati con mezzi tecnologici che annullano ogni forma di riservatezza». Sono, dicono, immagini rubate...
9 - LA PACCA SUL SEDERE? SE LA RIFILA IL CAPO È GIUSTA
La «pacca sul sedere»? Riprovevole a meno che non te la rifili il capo. Uno ci aveva provato ma «l'imputato non intese compiere un vero atto di libidine, non essendo emersi elementi per ritenere che quel toccamento fosse rappresentativo di un gesto di concupiscenza di natura sessuale». Poi la Cassazione ci ha ripensato: anche «la fuggevole toccata ai glutei» è violenza. Per la Suprema Corte un vero testacoda. Contro mano.
10 - LO SCHIAFFO È LEGITTIMO SE IN NOME DI DIO
Lei è Testimone di Geova e i figli li voleva educare secondo il suo credo. Lui invece no, a quel credo non ha mai creduto, e i figli li educa come vuole lui. Risultato: liti continue, giorno e notte. E alla fine un schiaffi e morsi. Ma senza reato alcuno perchè «le percosse che arrivano al culmine di una lite per motivi religiosi» non possono essere considerate offesa grave. Così hanno continuato, in nome di dio. A darsi botte della Madonna.
11 - PUOI FARE ATTI OSCENI, MA SOLO IN ASCENSORE
Il ragionamento non fa una piega: l'ascensore di un edificio è di per sé un luogo aperto al pubblico ma, una volta chiuse le porte in modo che nessuno possa entrare o vedere cosa succede dentro, non può più definirsi un luogo pubblico. Quindi se fai il maiale in ascensore non puoi essere accusato per legge di atti osceni in luogo pubblico. L’importante è che la cabina non sia di materiale trasparente. Molto meglio il vedo non vedo...
12 - DIRE NEGRO NON È UN INSULTO, SE SEI MOLTO ARRABBIATO
Susanna a dire la verità era stata un po’ pesantina: aveva dato del «negro di m...» a un collega extracomunitario che era arrivato in ritardo al lavoro. Già la Cassazione si era espressa: un italiano che aggredisce persone di colore alle quali provoca serie lesioni, non denota, di per sé, l'intento discriminatorio e razzista. Nel caso in questione c’è una sfumatura di più: Susanna era arrabbiata. E quindi autorizzata a dire, al negro, di tutti i colori...
13 - LO STUPRO NON È REATO SE PORTI I JEANS
Il jeans? «Non si può sfilare nemmeno in parte senza la fattiva collaborazione di chi lo porta: è un dato di comune esperienza». Sentenza 24061. Morale: la vittima di uno stupro non può considerarsi veramente vittima se porta i jeans perché il violentatore non sarebbe riuscito nel suo intento senza il consenso della vittima. Solo se hai la gonna insomma puoi considerarti indifesa. Se sei uno scozzese invece sono cavoli dello stupratore.
14 - SE SEI UN VERO CARABINIERE NON PUOI AVERE L'AMANTE
I carabinieri devono sempre tenere una «condotta esemplare» e non possono «arrecare disdoro» all'arma di appartenenza con relazioni extraconiugali. Sentenza 24414. Colpa di un appuntato Rosario B., sposato, che aveva reagito malamente al «richiamo legittimo e doveroso» del suo superiore che lo invitava a «troncare una tresca» con una donna anche lei coniugata. Se sei carabiniere niente amante. Nei secoli infedele.
15 - FASCISTA È UN'OFFESA, COMUNISTA NO
«Sei un fascista». Un reato. Certamente si. Anzi no. O forse quasi. Così la Cassazione dopo aver assolto un tizio che aveva apostrofato in quel modo un sempronio con cui stava litigando ha cambiato idea, ma solo un po’: «fascista» non è un insulto se lo urli in faccia a un politico, ma lo rimane se è indirizzato a un privato cittadino. Essere etichettato come Comunista invece non è considerato un insulto. Al massimo una sfiga...
16 - HAI VIOLENTATO LA TUA EX? FA NIENTE, SEI SARDO
Anche la Cassazione tedesca scherza poco (o troppo?) soprattutto se di mezzo ci sono italiani. Un cameriere di ventinove anni che ha torturato, violentato e segregato per giorni l’ex fidanzata ha ottenuto uno sconto di pena perché «è sardo» in quanto «il quadro del ruolo dell'uomo e della donna esistente nella sua patria deve essere considerato attenuante». Centinaia di proteste ma inutili. Non c’è peggior sardo di non vuol sentire.. “
Non male per essere l’organo supremo……
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I guitti dell’antipolitica con il trebbiatore italico hanno regalato uno spettacolo deprimente di come si possa scadere d’immagine ma ancor peggio di linguaggio., il leader di IdV Antonio Di Pietro, ha dovuto ben ingoiare le contraddizioni dello schieramento in campo, e ne hai voglia a dichiarare che «rispetta» le altre opposizioni ed è costretto a dissociarsi dai vari guitti che gli hanno fatto da contorno.
Le cifre raccontate dal palco sembravano giocare al rialzo : «trentamila, cinquantamila, oltre centomila»forse per chi non conosce piazza Navona ; con tutta la buona volontà e stando ben stretti al massimo ce ne entrano diecimila, ma si sa le balle più sono grosse più sono credibili.
Ormai, carente d’ogni programma politico, il solito ritornello di accuse che il governo effettui un «sequestro di funzioni parlamentari a fini estorsivi con ricatto e riscatto» e di voler «attuare il programma della P2», condito il tutto con le minacce «di referendum».
Fare opposizione è logico quando si resta nei confini del confronto politico, ma quando si scade nel turpiloquio e nel qualunquismo, per i suoi connotati per allocarsi in quelli dell’avanspettacolo fatto da guitti, l’esternare grevità pecoreccie o fare allusioni da postribolo, non mostra certo cultura e tantomeno satira. Bello l’articolo di di Filippo CECCARELLI su Repubblica : ”A Piazza Navona, all'imbrunire, il testacoda dell'antiberlusconismo che prima curva nel turpiloquio, prende ardore e velocità nello spettacolo, poi sbanda nella gara a quale artista del palcoscenico le spara più grosse. Quindi si rovescia su stesso, fino a perdersi nel delirio a sfondo apocalittico, sessuale, teologico e pagliaccesco. E addio politica, allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti. Sul proscenio della manifestazione contro le leggi vergogna restano così solo i comici, i predicatori, gli arcangeli del sarcasmo e le poesie anche rimarchevoli, ma pur sempre pregiudizialmente "incivili" di Camilleri. Sono loro, beninteso, che riempiono le piazze. Ma poi, dopo l'incendio?”. Questa sua apertura racconta in tutta schiettezza, lo squallore politico di certi personaggi. La delirante reprimenda del Masaniel/Grillo : "E' tutta una presa per il culo!", lo Stato è fallito, il paese non c'è più, la politica è finita, gli assassini sul lavoro, i licenziamenti in arrivo, i veleni Ogm, il disastro energetico alle porte, ce n'è pure per la "fica in leasing", le ministre che la danno, Fini in barca con Tronchetti Provera, "le rovine, le rovine...", il compleanno di Morfeo Napolitano a Capri, "io non ne voglio più sapere", "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo!". In effetti visto quello che guadagna strano che non faccia l’apripista.
Sempre, nel finale dell’articolo di Filippo CECCARELLI : Nulla del genere si era mai visto e ascoltato, a memoria di osservatore. Ci si sorprende a pensare che continuano a spostarsi e a strapparsi i confini della vita pubblica. Dall'indignazione all'incazzatura con divagazioni sessuali e religiose è un passaggio che trascende il linguaggio per un movimento senza nome, senza destino e senza confini.”
Se il PD pensa d’essere un partito, dovrà giocoforza riflettere bene chi tiene in casa come alleato, sarà la sua fine come credibilità e dovrebbe far attenzione a cosa è successo alla -cosa rossa- per aver fatto la stessa menata nel demonizzare l’avversario.
Si devono contrapporre idee e dialoghi, il berciare non ha mai risolto nulla, ed è troppo facile asserire :
«Italia dei Valori e io personalmente ci dissociamo del tutto, considerandole fuori luogo e fuori tema nello spirito e nel significato, dalle polemiche ingiustificate con il Papa - sottolinea Di Pietro a fine serata -. Quando il diavolo entra in azione, bisogna prendersela con il diavolo e non con il Papa. Confermo il doveroso rispetto di tutti noi per il Papa, per il presidente della Repubblica e per coloro che hanno un modo differente dal nostro di fare opposizione».
Ormai si è ben capito cosa sia la sua pseudo politica.
I latini davano questa licenza, ma ai tempi d’oggi nel Parlamento diventa quasi quotidiano, la -ratio- o ragione come suol dirsi va a farsi benedire nei fumi mefitici dell’ira, mentre -vista la loro posizione- dovrebbero essere ben più riflessivi e contare sino a 100 (a dieci non basta).
Quando l'ira diventa il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche, è il momento di commettere gravi e grandi sbagli, ormai si dovrebbe ben sapere che lo strumento giudiziario delle intercettazioni, non è solo a fini d’indagine e poi come elemento di prova coperto dal segreto istruttorio, bensì uno scoop da vendere al miglior offerente.
Invece oggi, ci troviamo che la politica deve disquisire di telefonate pecorecce, o di qualche raccomandazione che ogni politico dalla notte dei tempi ha fatto, stiamo scendendo nel ridicolo e non poco.
Stare a menarsela sulle capacità amatorie o quant’altro del Berlusconi o d’altri politici, mi sembra decisamente futile e puerile, se si vuole fare la vera “opposizione”, si fa sui programmi e su quello che si concerta ; non disquisendo di lupanari ed affini.
Ma quello che fa più sorridere, è l’ondata di puritanesimo imperante nel Parlamento, adesso abbiamo un consesso di probi senza macchia alcuna ; tutti casa e famiglia quasi un -ora et labora-, oserei dire che è proprio il festival dell’ipocrisia accentuato dalla morbosità del voyeurismo.
Ha ben ragione il Fassino che, in un’intervista a ’Il Riformista’, concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perché invasive della vita delle persone ci deve essere una gestione attentissima" e quelle "che non servono ai fini dell’indagine devono essere distrutte per evitare che se ne faccia un uso sciacallesco".
Mentre sono totalmente risibili le dichiarazioni del Donadi (Idv) : "Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani, ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati” informati di cosa ? se il fatto sia penalmente rilevante sarà la magistratura a renderne edotti i cittadini, non certo la carta stampata comprando gli scoop.
Queste storie ci fanno rimpiangere i bei tempi della Dc e PCI, altra politica ed altri politici.