Ieri sera vedendo la trasmissione delle “IENE”, è passato un reportage su Valentino FOIS, sui suoi trascorsi sportivi e personali raccontati in maniera estremamente onesta e disincantata di quell’ambiente che nascondeva non poche ombre, ma il fatto importante è stato che il Gruppo Sportivo AMORE & VITA - MCDONALD'S di Ivano Fanini, ha voluto dargli un’altra possibilità sia come uomo che come sportivo. Il Valentino Fois, ha un palmares di tutto rispetto, Marco Pantani lo volle alla Mercatone Uno nel 2002, un secondo posto al Tour de France giovani a 23 anni, nel 1996 alle spalle di Ullrich e 7 vittorie da professionista ; adesso ha firmato un contratto annuale a rendimento più i premi. La dichiarazione del FANINI, non può che fargli di merito, : "Sono orgoglioso di aver recuperato questo ragazzo ed avergli dato la possibilità di redimersi e dimostrare ancora tutto il suo valore. Credo fermamente che Fois non sia un atleta finito, se lo vuole e continua a fare la vita che fa ora può dare ancora moltissimo. L'ho incontrato per la prima volta lo scorso ottobre, in un periodo veramente critico della sua vita. Il suo futuro sembrava ormai irrimediabilmente compromesso, ho capito subito che era 'sull'orlo del precipizio' ma poteva essere salvato e meritava di esserlo. Fin da subito ho provato dentro qualcosa di particolare, una sensazione che mi ha spinto a fare il massimo per recuperarlo, sia come uomo che come atleta. Quindi l'ho ospitato eh ho parlato a lungo con lui, proprio come se fosse mio figlio. Appena dopo il nostro incontro ho percepito che qualcosa in lui stava cambiando ed allora ho deciso di dargli piena fiducia”. Il nome Amore & Vita è nato nel 1948 con il nome di G.S. Fanini, il Gruppo Amore & Vita – Team Fanini è ad oggi di fatto la società ciclistica professionistica in attività con più anni di tradizione, Ivano Fanini il suo patron è da anni sul fronte della lotta contro il doping, un amore viscerale per il ciclismo, ma ancor più a quel ciclismo pulito, da molti disatteso se non osteggiato, ma lui in questi anni ne ha fatto una ragione di vita. Per fare “spettacolo” e non “sport”, molti hanno usato mezzi illeciti per aumentare le proprie capacità sportive a rischio della propria vita, il tutto nell’ipocrisia del non sapere, una prassi consolidata che porta a volte ad una fine drammatica. Sempre il Fanini : “La mia politica è da sempre quella di lanciare giovani talenti e rilanciare campioni abbandonati proprio come lui. Io combatto il doping e sono sempre pronto a dare una mano a tutti quelli che lo hanno usato ma che hanno deciso di cambiare vita e collaborare affinché questa piaga venga sconfitta “ Sono convinto che alla fine riuscirà nel suo intento, ma la lotta è dura, e quello che manca maggiormente è la volontà delle istituzioni a debellare questa “immonda pratica”, in particolare dovrà essere il Ministero dello Sport a redigere il -Codice Sportivo- come in Francia, parimenti equiparare il -doping- al reato di narcotraffico per chi lo fabbrica, vende ed usa ; forse qualcosa cambierà.

Scritto da @ 11:07 - sabato, 01 marzo 2008
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