commenti (8)[popup] || commenti (8) in pensieri sparsi, ricordi, tempo fà
Aggiungi questo link su:
![]() |
|
e lasseme addormì
abbraccicata a li penzieri tua
quanno ch’er sole
e scennenno piano
colora l’acque bionne
cor soriso rivorto ar cuppolone
che s’abbiocca
allunganno le colonne
sapessi quante vorte t'ho sognato
ma si mo' tasto er posto
affianco ar mio
riaprenno l’occhi
io più nun te vedo
aivoja ni’ c’allunghi er collo
speranno de trovacce ‘na carezza
devi da cresce
e lassa perde
er principe turchino
che sorte da la voja d’esse amata
lo zzucchero che fila
s’è squajato
e puro er desiderio
ormai s'è dato
che t'ho da dì fijetta bella
pe’ bbene conservà ‘na relazione
ce serve che usi quarche furberia
lassa perde la bbona educazzione
e cerca de nisconne er tu regazzo
a l’occhi de le commari pio pio
che sgrananno l’abbada co chi pratichi
programmeno d’accasasse stò ber fijo
Una della più belle poesie in vernacolo romanesco della “penna” di A.D.G.I. , Trilussa se sarebbe levato er cappello e fatto n'inchino ; troppo intensa per lasciarla solo là, un ricordo di tempi antichi della nostra amatissima Roma.
Vi sono momenti che la penna resta muta come i pensieri, arrivano dei giorni con il quale ci si confronta con il proprio passato, e si resta a li a conviverci e rivederlo come ad una moviola. Mi sono dedicato al mio mondo antico, scorrere antiche pergamene, leggere missive, guardare con curiosità manifesti e grida antichi ; toccare e sfiorare quelle riga antiche di storie ed eventi, per non essere nel presente. Come Erasmo da Rotterdam vivere il mio elogio, o come Nicolas de Basquerville immergermi nel mio scriptorium, solo semplici fughe nel passato dal presente, ma in fondo molto più gratificanti delle sterilità vissute nel quotidiano. Riprendere possesso del presente, riavere quello che ci è stato negato, rivedere una certa verità riemergere dal fango di un passato ; ma ormai sentirsene fuori per vivere il proprio vivere. Allora torniamo a prendere il calamo e lasciare un segno di noi.
|
|
|
|