Il PD sta vivendo momenti d’alta tensione, anche se celati da facce di circostanza, sono palpabili nell’aria che qualcosa stia maturando ; il D’Alema e il Rutelli ormai non ne fanno mistero di avere le loro correnti mentre il Parisi cerca un nuovo leader. Ormai contro il Veltroni è un susseguirsi di frasi di circostanza, ma nello stesso tempo tessere le tele con altre alleanze, la classica ipocrisia politica -male endemico- di questa nuova identità, che doveva avere un un'unica base ed anima costituente, invece è già lacerata dai distinguo. Se il programma era di cominciare da soli, al suo ripensamento aprendo possibili alleanze, la scelta è stata quanto mai improvvida, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, da un modo costruttivo di fare scelte si è scaduti nel qualunquismo più becero cavalcando un antipolitica desueta e vuota di contenuti. Ma quello che lascia ancor più perplessi, che solo adesso il Veltroni dica : « Il problema vero è il rischio povertà: dialogo solo se il governo affronta l'emergenza », mentre il Rutelli replica : « Il Pd detti l'agenda del Paese e cerchi nuove alleanze » ; ed il Di Pietro, da bravo alleato, preferisce : «Faremo una, cento, mille piazze». Se Veltroni non ha capito sino ad adesso l’errore d’avere nel PD il Di Pietro, sarà la sua debacle come leader e come credibilità politica, le boutade dipietresche dei 100.000 a piazza Navona, dei 100.000 processi del lodo Alfano, ed altre esternazioni in itagliano, stanno minando alle fondamenta quanto stava creando. Quando il -giustizialista- esterna : «che ha voluto dissentire contro una legge per cui quattro persone (le più alte cariche dello Stato) non devono essere processate nemmeno se ammazzano, stuprano, spacciano droga o fanno rapine» , ha un opinioni delle persone che sono assurte a quei posti decisamente ridicole o meglio qualunquiste e populiste. Forse gli sfugge, nell’impeto tribunizio, che esistono parecchi Paesi dove le alte cariche dello Stato sono tutelate allo stesso modo e ce ne sono altri dove la tutela è nei confronti di tutti i parlamentari, com'è stato in Italia per 45 anni per volere dei padri costituenti, ma forse un vuoto opportunistico di memoria ?. Sarebbe opportuno che leggesse questo editoriale di Mario Giordano per avere un idea…
Il Giornale
Se all’inizio trapelava che il dialogo avrebbe portato ad un –Veltrusconi-, riusando una battuta del giornalista Pansa, viste certe antiche convergenze andremo forse al –Dalemoni- ?..

Scritto da @ 11:11 - lunedì, 14 luglio 2008
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I guitti dell’antipolitica con il trebbiatore italico hanno regalato uno spettacolo deprimente di come si possa scadere d’immagine ma ancor peggio di linguaggio., il leader di IdV Antonio Di Pietro, ha dovuto ben ingoiare le contraddizioni dello schieramento in campo, e ne hai voglia a dichiarare che «rispetta» le altre opposizioni ed è costretto a dissociarsi dai vari guitti che gli hanno fatto da contorno. Le cifre raccontate dal palco sembravano giocare al rialzo : «trentamila, cinquantamila, oltre centomila»forse per chi non conosce piazza Navona ; con tutta la buona volontà e stando ben stretti al massimo ce ne entrano diecimila, ma si sa le balle più sono grosse più sono credibili. Ormai, carente d’ogni programma politico, il solito ritornello di accuse che il governo effettui un «sequestro di funzioni parlamentari a fini estorsivi con ricatto e riscatto» e di voler «attuare il programma della P2», condito il tutto con le minacce «di referendum». Fare opposizione è logico quando si resta nei confini del confronto politico, ma quando si scade nel turpiloquio e nel qualunquismo, per i suoi connotati per allocarsi in quelli dell’avanspettacolo fatto da guitti, l’esternare grevità pecoreccie o fare allusioni da postribolo, non mostra certo cultura e tantomeno satira. Bello l’articolo di di Filippo CECCARELLI su Repubblica : ”A Piazza Navona, all'imbrunire, il testacoda dell'antiberlusconismo che prima curva nel turpiloquio, prende ardore e velocità nello spettacolo, poi sbanda nella gara a quale artista del palcoscenico le spara più grosse. Quindi si rovescia su stesso, fino a perdersi nel delirio a sfondo apocalittico, sessuale, teologico e pagliaccesco. E addio politica, allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti. Sul proscenio della manifestazione contro le leggi vergogna restano così solo i comici, i predicatori, gli arcangeli del sarcasmo e le poesie anche rimarchevoli, ma pur sempre pregiudizialmente "incivili" di Camilleri. Sono loro, beninteso, che riempiono le piazze. Ma poi, dopo l'incendio?”. Questa sua apertura racconta in tutta schiettezza, lo squallore politico di certi personaggi. La delirante reprimenda del Masaniel/Grillo : "E' tutta una presa per il culo!", lo Stato è fallito, il paese non c'è più, la politica è finita, gli assassini sul lavoro, i licenziamenti in arrivo, i veleni Ogm, il disastro energetico alle porte, ce n'è pure per la "fica in leasing", le ministre che la danno, Fini in barca con Tronchetti Provera, "le rovine, le rovine...", il compleanno di Morfeo Napolitano a Capri, "io non ne voglio più sapere", "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo!". In effetti visto quello che guadagna strano che non faccia l’apripista. Sempre, nel finale dell’articolo di Filippo CECCARELLI : Nulla del genere si era mai visto e ascoltato, a memoria di osservatore. Ci si sorprende a pensare che continuano a spostarsi e a strapparsi i confini della vita pubblica. Dall'indignazione all'incazzatura con divagazioni sessuali e religiose è un passaggio che trascende il linguaggio per un movimento senza nome, senza destino e senza confini.” Se il PD pensa d’essere un partito, dovrà giocoforza riflettere bene chi tiene in casa come alleato, sarà la sua fine come credibilità e dovrebbe far attenzione a cosa è successo alla -cosa rossa- per aver fatto la stessa menata nel demonizzare l’avversario. Si devono contrapporre idee e dialoghi, il berciare non ha mai risolto nulla, ed è troppo facile asserire : «Italia dei Valori e io personalmente ci dissociamo del tutto, considerandole fuori luogo e fuori tema nello spirito e nel significato, dalle polemiche ingiustificate con il Papa - sottolinea Di Pietro a fine serata -. Quando il diavolo entra in azione, bisogna prendersela con il diavolo e non con il Papa. Confermo il doveroso rispetto di tutti noi per il Papa, per il presidente della Repubblica e per coloro che hanno un modo differente dal nostro di fare opposizione». Ormai si è ben capito cosa sia la sua pseudo politica.

Scritto da @ 15:33 - mercoledì, 09 luglio 2008
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La visita del buon Veltroni al congresso dei socialisti a Montecatini, non è iniziata sotto buoni auspici, dopo la bordata di fischi da -curva sud-, tanto che Ugo Intini ha dovuto richiamare la platea, ma non solo al momento del discorso di Veltroni, è dovuta intervenire Maria Rosaria Manieri dalla presidenza. Nel suo girovagare tra possibili alleati, interessante il suo asserto : “Sono venuto per rispetto del primo congresso del Partito socialista. Avrei potuto mandare qualcun altro, sono venuto qui apposta per creare le condizioni di un nuovo dialogo e fondato sul rispetto dell'autonomia reciproca”. Accolto con una bordata di fischi da avanspettacolo, il povero Intini ha sottolineato che “una cosa del genere a un'assemblea socialista non è mai successa”, scordandosi della storia socialista che un precedente esiste, difatti al congresso del Psi di Verona nel 1984, una figura politica di spicco come Enrico Berlinguer fu accolta dai fischi feroci ed assordanti, il Bettino Craxi disse: “Non mi posso unire a quei fischi solo perché non so fischiare”. Cercando di trovare argomenti socialistoidi il buon Uolter ha continuato nelle sue esternazioni, in prodiana maniera, : “la provenienza da una storia complicata e articolata ma che ha radici comuni, la nostra storia è fatta di lotte sindacali e di esperienze rappresentate dal comandante Ricci, che riguardano la lotta partigiana. Dobbiamo creare tutti insieme le condizioni di un nuovo dialogo, fondato sul rispetto dell'autonomia e dell'identità reciproca, ma con l'idea che tra le diverse forze si possa avere qualcosa di diverso dal demone della divisione e della contrapposizione, che tanto ha indebolito sinistra”. Ovviamente le reazioni dei partecipanti non si sono fatte attendere, un’altra bordata di fischi lo ha sommerso, vista la pochezza degli argomenti sfruttando ancora vecchie storie partigiane, che fanno tanto chic la sinistra, il cercare consensi per allargare la sua base no è stato utile al PD, anzi ha creato dei distinguo ben precisi con le dichiarazioni del Bobo Craxi : «Per Veltroni meglio l'acqua socialista di Montecatini che l'olio di ricino che gli avrebbero fatto bere a piazza Navona tra qualche giorno, il Di Pietro è «un cancro populista e fascistoide». Al prosieguo veltroniano di : « Per noi è finita la stagione delle contrapposizioni, ma non si può vedere Di Pietro come il nemico assoluto. La nostra opposizione è riformista, e risultati li abbiamo ottenuti, come i mancati decreti sul salva Rete 4 e sulle intercettazioni. Martedì non saremo alla manifestazione dei girotondi a Roma. Avevate ragione voi nel '56 sui fatti d'Ungheria, e per primi avete parlato di coniugare giustizia sociale e libertà». La risposta del Nencini è stata sintomatica : « È importante che il leader del Pd ci abbia riconosciuti, preparando le condizioni di un nuovo centrosinistra. Magari, è l'auspicio dei socialisti, con l'Udc e i partiti della sinistra che ci stanno. Ma senza Di Pietro, però. » Le stranezze della politica, in Sicilia i bravi socialisti post Craxi, non hanno fatto tanto gli schizzinosi per una poltrona con l’Idv…..; e questo dovrebbe mettere sull’avviso il nostro bravo Uolter !

Scritto da @ 15:59 - martedì, 08 luglio 2008
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Il povero Veltroni, continua la sua passione a camminar sui carboni ardenti disseminati dai suoi sodali, in particolare per dare un distinguo alla scampagnata dipietresca dell’otto luglio a Piazza Navona, che gli sta creando non pochi patemi tra le varie correnti del PD. Il primo appoggio, dopo la dura reprimenda, gli è venuto dall’Arturo Parisi che ha preso le distanze dalla manifestazione organizzata da Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo, sponsorizzata con la grancassa del Di Pietro e del Grillo, e con la partecipazione in massa dell’intellighenzia sinistrorsa di noti personaggi. Il Parisi non ritira l'appoggio alla protesta contro le «leggi canaglia», ma prende distanze dal Masaniel/Grillo con la sua opposizione a colpi di vaffa, precisando di non voler «confondere» la sua voce con quelle «populiste e qualunquiste ». Persino il “girotondino” Nanni Moretti in un suo elucubrare dice : «Penso che uno dei mali principali di tutti noi sia l'assuefazione, è cambiato qualcosa nelle persone, in peggio, penso sia cambiato il dna... Non sono più dei dati culturali, ormai sono dei dati biologici, genetici. No, non sono più ottimista». Anche se gli organizzatori sperano nell’adunata oceanica, sta di fatto che con lo slogan « La legge è uguale per tutti » , anche mobilitando le sezioni del Pd e chiedendo aiuto al Prc, Pdci, Sd e il Pcl di Marco Ferrando ; sarà ben dura, non vogliono capacitarsi che non -esistono- più al potere, hanno un bisogno spasmodico di presenzialismo, e qualunque occasione gli si presenti è buona. Vedendo la mal parata, il Di Pietro, scende a miti consigli nei confronti del Veltroni, dichiarando che : « non è il giorno della conta, ma dell'orgoglio dei cittadini » ; strano sino a qualche giorno fa, cavalcava l’onda dell’antiberlusconismo più esacerbato chiamando alle barricate, con il guiderdone “Chi non è con me peste lo colga” ; adesso è tregua giurando che la manifestazione «non va contro nessun partito». Decisamente un atteggiamento vetero-dc, in pura chiave politichese, per salvare capra e cavoli. Adesso ci sarà da vedere il seguito di questa boutade e di come andrà a finire, sperando che il Veltroni prenda bene le distanze e non si faccia coinvolgere in manifestazioni, come a ben detto il Parisi, «populiste e qualunquiste ». Ma proseguendo a consolidare il PD, facendo una opposizione costruttiva, solo così avrà la certezza di un prosieguo a questa nuova identità politica, facendo bene attenzione a chi si prende come alleato.

Scritto da @ 14:47 - lunedì, 07 luglio 2008
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Rodolfo Valentino I latini davano questa licenza, ma ai tempi d’oggi nel Parlamento diventa quasi quotidiano, la -ratio- o ragione come suol dirsi va a farsi benedire nei fumi mefitici dell’ira, mentre -vista la loro posizione- dovrebbero essere ben più riflessivi e contare sino a 100 (a dieci non basta). Quando l'ira diventa il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche, è il momento di commettere gravi e grandi sbagli, ormai si dovrebbe ben sapere che lo strumento giudiziario delle intercettazioni, non è solo a fini d’indagine e poi come elemento di prova coperto dal segreto istruttorio, bensì uno scoop da vendere al miglior offerente. Invece oggi, ci troviamo che la politica deve disquisire di telefonate pecorecce, o di qualche raccomandazione che ogni politico dalla notte dei tempi ha fatto, stiamo scendendo nel ridicolo e non poco. Stare a menarsela sulle capacità amatorie o quant’altro del Berlusconi o d’altri politici, mi sembra decisamente futile e puerile, se si vuole fare la vera “opposizione”, si fa sui programmi e su quello che si concerta ; non disquisendo di lupanari ed affini. Ma quello che fa più sorridere, è l’ondata di puritanesimo imperante nel Parlamento, adesso abbiamo un consesso di probi senza macchia alcuna ; tutti casa e famiglia quasi un -ora et labora-, oserei dire che è proprio il festival dell’ipocrisia accentuato dalla morbosità del voyeurismo. Ha ben ragione il Fassino che, in un’intervista a ’Il Riformista’, concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perché invasive della vita delle persone ci deve essere una gestione attentissima" e quelle "che non servono ai fini dell’indagine devono essere distrutte per evitare che se ne faccia un uso sciacallesco". Mentre sono totalmente risibili le dichiarazioni del Donadi (Idv) : "Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani, ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati” informati di cosa ? se il fatto sia penalmente rilevante sarà la magistratura a renderne edotti i cittadini, non certo la carta stampata comprando gli scoop. Queste storie ci fanno rimpiangere i bei tempi della Dc e PCI, altra politica ed altri politici.

Scritto da @ 08:38 - venerdì, 04 luglio 2008
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Mentre il buon Mastella, fa vita bucolica e familiare, godendosi la quiete ceppalonica e merita leggere l’articolo : http://www.dagospia.com/round.php3. Il guardiano della repubblica tuona in Parlamento : “dittatura alle porte” , e chiama a raccolta per difendere il suolo italico dall’imbarbarimento berlusconiano, paventando lo spettro di un nuovo Duce d’Arcore con i suoi squadristi a distribuire olio di ricino come nel ventennio. Le dichiarazioni del Masaniel/Di Pietro, sul disegno di legge per la conversione del decreto sicurezza sono : «ha in sé tutti i parametri per una dittatura alle porte» ; ed a seguire con il suo acceso antiberlusconismo viscerale, tutta una sequela d’argomentazioni incentrate sul Berlusconi. Ormai questa storia, d’ordinaria follia estiva, ha tracimato d’ogni dove dividendo come prassi gli italiani tra giustizialisti e non ; questo grazie alle solite miopie politiche d’ogni colore e/o schieramento, e per fortuna siamo la culla del diritto romano, ad oggi più un postribolo. Il muro contro muro tra Pdl e PD è ormai assodato, tutti esternano a gettito continuo le proprie verità come se fossero dei Mosè con le tavole della legge, persino il Presidente della Repubblica coinvolto quale baluardo costituzionale, il tutto per non fare uno straccio di norma legislativa di qualche riga. Ebbene si, solo un unico comma senza orpelli o possibili interpretazioni, un norma semplice e tassativa che per le cinque cariche istituzionali, al momento della nomina, si sospendono i termini e non sono prescrivibili, l’azione penale e civile riprende integra al termine del mandato. Senza fare brodaglie tecnico-giuridiche, nelle quali nuotano le interpretazioni di comodo, una norma semplificata e di facile comprensione per tutti, ma forse il difetto sta proprio nella semplicità che è l’elemento più ostico per la politica ed i politici. Difatti cosa significa la norma che sospende i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni per i reati commessi prima del giugno 2002 ? Non è questo che serve, come direbbe qualcuno -che c’azzecca-, se vi sono dei procedimenti a carico di qualcuno per fatti pregressi, se questo qualcuno è una delle cinque cariche istituzionali, ebbene si ferma l’orologio della giustizia, per farlo ripartire nel secondo spaccato del termine del suo mandato ; basta vedere l’esempio accaduto in Francia con l’ex Presidente Chirac. In Italia non vi è la cultura delle dimissioni del politico e/o ministro in caso d’empechement, anzi fanno finta di nulla e proseguono indifferenti, nemmeno l’onesta autosospensione , e di casi ne abbiamo visti a iosa ; addirittura messi sotto accusa i giudici vedi Forleo e De Magistris, oppure tacciati di malattie endemiche i giudici per la democrazia. L’unica dittatura che abbiamo è di questa -casta politica- che continua ad offendere l’intelligenza degli italiani, tanto il governo che questa pseudo opposizione-ombra ed il suo alleato ringhiante, tutto fanno meno che cose semplici e chiare.

Scritto da @ 15:14 - giovedì, 03 luglio 2008
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Prendo lo spunto, da certi mugugni, che la dicono lunga su come non si sappia accettare l’espressione sovrana del voto. Di certo dopo l’esperienza della dis-Unione e della politica del “tassa e spendi”, alla catastrofe regalata dal verdognolo mister NO, alle lacerazioni rissose per avere uno scranno, vedi spacchettamenti ; grazie all’illuminato ceppalonico il “promessor da Collodi” per la seconda volta è stato defenestrato da suoi. La campagna elettorale è stata improntata su due schieramenti, che hanno voluto creare un bipartitismo, o meglio un duopolio d’intenti, il risultato è stato devastante, non solo a quello la perdita del Comune di Roma e la debacle siciliana. Oltre alla sparizione di partitini e cose rosse…. A questo punto c’è da chiedersi il perché di questa svolta epocale, l’asserto del commento : “Gli illusi che lo hanno votato (il criminale!!!)” sono stati qualche milione…mi sembra tanto qualunquismo grillesco, di certo il bravo Cavaliere detiene l’oscar d’esser l’unico italiano dalla fondazione della Repubblica, d’aver collezionato centinaia di giudizi con un battaglione di magistrati ed annessi, a cercare la loro piazzale Loreto per appenderlo. Ma essendo ancora una democrazia e stato di diritto, bisogna pur arrivare alla sentenza finale di colpevolezza. Ed il Cavaliere lungimirante, qualche leggina at personam, ha pensato bene di farla mascherandola che può servire a tanti altri, e così è stato anche per altri della -casta-. Ad oggi, invece di preoccuparsi di ben altre problematiche, si torna all’antico demonizzare l’avversario, una solfa che ha stancato non poco tutti gli italiani ; abbiamo di fronte varie urgenze a cui dedicarsi tra le tante : sanità, scuola, economia e la famosa mondezza campana e tanti altri. Se si vuole scendere in piazza lo si faccia per problemi seri e contingenti, di masanielli grilleschi o dipietristi ce ne sono a iosa, ma pensano in primis a loro e non certo agli elettori, la piazza deve essere ripresa dagli elettori con politici di “razza” com’erano De Gasperi o Togliatti, questi sono tutto meno che politici e sanno bene usare il malcontento per tirarsi l’acqua al proprio mulino.

Scritto da @ 15:52 - giovedì, 26 giugno 2008
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Da un settimanale ho preso spunto, che in fondo la storia si ripete, il vecchio PCI era in continua fibrillazione del pericolo del FODRIA, acronimo di “Forze Oscure Della Reazione In Agguato ; adesso invece abbiamo il PD, che nella sua deriva, ha come punto di riferimento il Cavaliere Nero, summa d’ogni malefatta ed attentatore della democrazia italica. Dopo l’armata Brancaleone della dis-Unione, il nascente PD aveva trovato come traghettatore il Walter Veltroni, che doveva coagulare le anime dei DS, Margherita, Ulivo ed altri, dando vita ad un nuovo soggetto politico più attento alle desiderata degli elettori. Invece, come un sogno di mezza estate, lentamente si va sfasciando dal suo interno ; gli interessi dei pochi sono predominanti a quelli dei molti che lo compongono. Difatti basta leggere le dichiarazioni del Parisi sul Corriere della Sera : «Dicono che seppure dopo due mesi questa volta Veltroni abbia riconosciuto la sconfitta. Quale riconoscimento? Al massimo la sua è stata l'inevitabile presa d'atto della sconfitta elettorale. Nulla ci ha detto invece sulla sconfitta politica, niente su Roma, sulla Sicilia, sulle altre amministrative, che dalla Sardegna alla Val d'Aosta sono state anch'esse un disastro: ci ha detto di più sulla sconfitta delle amministrative del 2007. Mi sembrava di essere nella gag di Totò». Scusi ! ? «Sì, quella in cui un signore schiaffeggia Totò chiamandolo Pasquale, e più lo schiaffeggia e più Totò ride. Tanto che quello gli chiede: "Ma come, più io ti meno più tu ridi?" E Totò gli risponde: "E che sò Pasquale io? Volevo vedere dove andavi a finire". Veltroni è così: pensa che gli schiaffi che gli han dato gli elettori siano sempre diretti al governo Prodi. E in questo modo siamo arrivati al ridicolo di un Pd che continua a presentarsi come partito a vocazione maggioritaria, mentre in Sicilia prende il 12,5 per cento».” Dichiarazioni al vetriolo da un prodiano doc ! che fanno di certo vacillare non poco l’elettorato che ha dato fiducia alle utopie del PD, utopie che si sono subito manifestate con le sconfitte elettorali, a questo s’aggiungono adesso le lotte intestine per trovare una leadership alternativa a quella di Veltroni ; evocando il fantasma di Prodi ed i maneggi sotterranei del D’Alema. Ed il Parisi la dice lunga : «Diciamo che questa è la premessa che mi costringe a riconoscere che purtroppo la formula che finora ho usato non è più sufficiente. Mi illudevo di poter distinguere la leadership dal leader e perciò chiedevo a Veltroni di cambiare linea. Sono passati due mesi pieni e di fronte ai ripetuti avvertimenti che ci vengono dagli elettori e dall'interno del partito la linea non è cambiata. E' evidente allora che a questo punto bisogna cambiare leader». A questo punto ogni scenario è aperto per il PD, ma sarà ben difficile riprendere quella fiducia elettorale dopo queste premesse.

Scritto da @ 14:40 - lunedì, 23 giugno 2008
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I problemi attuali, che coinvolgono tutto il paese, e di cui bisognerebbe parlare sino a risolverli, sono : la sicurezza, la casa, la benzina, i rifiuti che stanno sommergendo il napoletano, l’Alitalia ; a questo vedere le imprese liberate dai lacci della burocrazia, una ripulita radicale dei fannulloni di stato, regione, provincia e comune ; vedere attuate delle riforme per la famiglia, una economia da rilanciare e liberalizzare, una Giustizia che funzioni. Invece, la grancassa politico-mediatica, se la suona per lungo e per largo sulle beghe giudiziarie del Berlusconi ; come se fosse il principale problema italico da risolvere, anche se dal 1994 è stato processato decine di volte e mai condannato, non solo le sue aziende rigirate come calzini senza trovare nulla di rilevante e/o illegale. Sorgerebbe il sospetto, che dietro tutto ciò ci sia una regia occulta, dettata da una certa ideologia, come la direbbe il Cossiga giustizialista e da schiavoni, oppure dalla ricerca di popolarità mediatica ; di certo è un qualcosa di parossistico che coinvolge tutta l’opposizione. Continuare a spada tratta con l’antiberlusconismo, sta dando un cambiamento radicale nell’elettorato, le elezioni ne sono state una riprova, il comune di Roma un ulteriore campanello d’allarme, adesso la Sicilia ha dato l’ennesima riprova ; per l’opposizione sarebbe il caso di cambiare spartito. Diamo atto al Veltroni, che è riuscito con la creazione del PD, ad una svolta nello scenario politico ; non solo ma anche con l’apertura di un dialogo, però deve fare attenzione che non sia fine a se stesso, il paese ha bisogno di cambiamenti, non di sterili querrelle politiche. Veltroni, se vuol essere veramente una opposizione costruttiva e dare il suo appoggio con il governo ombra, deve riprendere il cammino iniziato senza sentire le sirene di chi gli sta remando contro.

Scritto da @ 18:26 - venerdì, 20 giugno 2008
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Si sta prendendo il “vizietto” d’infilare delle normette gatton gattoni, che poi vengono limate, tacciate di refuso e quant’altro ; ma il gesto del provarci resta in tutta la sua evidenza. Già qualche scivolata di troppo sul decreto su Retequattro, le esternazioni verdi-vestite della Lega sull'Europa che hanno preso il senso della storia e geografia, un –refuso- sulle intercettazioni ; e dulcis in fundo l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Difatti prevederebbe la sospensione per un anno dei processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 e riguardanti delitti di non rilevante gravità, cioè con pene detentive inferiori ai 10 anni in svolgimento e compresi tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. Questi piccoli emendamenti sono stai presentati lunedì mattina dai relatori Carlo Vizzini e Filippo Berselli al decreto sicurezza, dando adito ancora una volta a l'ennesima norma "ad personam". A quanto pare, non si sta facendo granché sui grandi temi preelettorali, si sta perdendo tempo su questioni invece d’affrontarle in comunità d’intenti, con la volontà del cambiamento ; questa era la volontà espressa dagli elettori. Altrimenti, questa notizia la dice lunga… (Ansa) - Il dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, e il tentativo del segretario del Pd di farsi riconoscere ’come titolare esclusivo del ruolo di oppositore’, creano il rischio ’che si arrivi alla dittatura della maggioranza. O meglio, alla dittatura dei leader, del Re Sole e del Re Ombra’. Così Arturo Parisi, in un colloquio con ’Repubblica’, boccia il dialogo tra maggioranza e opposizione, anche alla luce degli ultimi provvedimenti legislativi messi in cantiere dal centrodestra su sicurezza e intrecettazioni e invoca ’una svolta’ del Partito Democratico, perché riconquisti la sua ’autentica funzione’.

Scritto da @ 17:49 - lunedì, 16 giugno 2008
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